TRUMP “NOT GUILTY”, ECCO CHI SONO I 7 SENATORI REPUBBLICANI CHE HANNO VOTATO PER L’IMPEACHMENT

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di Patrizia Vassallo

Alla fine Donald Trump, unico presidente ad essere stato messo in stato d’accusa due volte e primo ad affrontare il procedimento dopo aver lasciato la Casa Bianca, è stato assolto dal Senato anche nel secondo processo di impeachment. Nel voto finale, arrivato dopo cinque udienze, 17 senatori (repubblicani) del Grand Old Party avrebbero dovuto unirsi ai democratici nel Senato equamente diviso per raggiungere la maggioranza dei due terzi richiesta per la condanna. Il voto finale è stato di 57 a favore della condanna e di 43 a favore dell’assoluzione, con sette senatori repubblicani che hanno votato per condannare Trump. L’accusa era di aver istigato i suoi fan ad assaltare il Congresso il 6 gennaio scorso per bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden. “E’ finita una caccia alle streghe”, ha esultato l’ex presidente. “Il nostro meraviglioso movimento storico e patriottico per fare l’America di nuovo grande è solo all’inizio, nei prossimi mesi avrò molto da condividere con voi e non vedo l’ora di continuare il nostro incredibile viaggio insieme per conseguire la grandezza americana per tutti”, lasciando intendere, anche se lo ha già detto, un ritorno fra 4 anni alla presidenza. Un’assoluzione che non è stata una sorpresa dopo che il potente leader dei repubblicani al Senato Mitch McConnell aveva fatto trapelare con un’mail ai colleghi di partito la sua decisione di votare per l’assoluzione dell’ex presidente seppellendo così ogni residua speranza dem di riuscire a condannarlo. McConnell, che in un primo momento aveva condannato pubblicamente Trump per aver istigato l’assalto al Congresso, ha poi sposato la tesi difensiva dell’incostituzionalità dell’impeachment, che essendo uno strumento utile per la rimozione di un presidente poiché Trump era già decaduto, non aveva alcun fondamento giuridico proseguire sulla strada della rimozione. Una spiegazione che ha fatto infuriare la speaker Nancy Pelosi, che ha tacciato il leader dei senatori repubblicani di un comportamento”patetico”, condannando “il gruppo di repubblicani codardi che hanno avuto paura di fare il loro lavoro rispettando l’istituzione in cui servono”. 

Ma chi sono i senatori repubblicani che hanno votato per condannare l’ex presidente Donald Trump?

Richard Burr – Carolina del Nord

Il senatore della Carolina del Nord Richard Burr ha detto in una lunga dichiarazione di aver votato per condannare l’ex presidente Donald Trump perché “le prove sono convincenti” che è “colpevole di incitamento a un’insurrezione”. Burr ha definito l’attacco del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti come un “giorno triste nella storia della nostra nazione” e ha detto che è stato un “tentativo di minare le nostre istituzioni democratiche e annullare la volontà del popolo americano attraverso la violenza, le intimidazioni, e forza”. “I fatti sono chiari”, ha detto Burr. “Come ho detto il 6 gennaio, [Trump] è responsabile di questi tragici eventi”, aggiungendo di non aver preso la decisione alla leggera, ma dicendo che era “necessaria”. “Con quello che ha fatto e non ha fatto, il presidente Trump ha violato il suo giuramento in carica di preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti”, ha detto. “La mia speranza è che con il voto di oggi l’America possa iniziare ad andare avanti e concentrarsi sulle questioni critiche che il nostro paese deve affrontare oggi”.

Bill Cassidy – Louisiana

In un breve video di 10 secondi pubblicato su Twitter sabato sera, il senatore Cassidy ha affermato che “la nostra Costituzione e il nostro Paese sono più importanti di qualsiasi persona”. Ha detto di aver votato per condannare l’ex presidente “perché è colpevole”.

Susan Collins – Maine

La Collins ha rilasciato sabato un documento di tre pagine, spiegando perché ha votato contro Trump durante il processo di impeachment. Ha detto che l’ex presidente “ha piantato semi di dubbio” settimane prima delle elezioni di novembre nel tentativo di minare il processo. La Collins ha anche sollevato dubbi sulla tesi sostenuta dalla squadra di difesa di Trump sabato secondo cui il suo discorso del 6 gennaio era protetto dai suoi diritti di Primo Emendamento. Ha detto che i diritti alla libertà di parola non erano intesi a proteggere “la convocazione e l’incitamento alla folla a minacciare altri funzionari nell’adempimento dei loro obblighi costituzionali”.

Lisa Murkowski – Alaska

La senatrice dell’Alaska Lisa Murkowski è l’unica repubblicana del gruppo che ha votato per condannare Trump per il suo ruolo nell’incitamento all’insurrezione.

Mitt Romney – Utah

Anche Romney ha detto che Trump era colpevole dell’accusa portata dalla Camera perché ha esortato i suoi sostenitori a marciare verso il Campidoglio degli Stati Uniti mentre il Congresso contava i voti elettorali, “nonostante le ovvie e ben note minacce di violenza di quel giorno”.

Ben Sasse – Nebraska

Sasse ha dichiarato in una dichiarazione di aver votato per condannare Trump perché ha promesso al suo collegio elettorale in Nebraska che lo avrebbe fatto. “Non posso tornare indietro sulla parola, e il Congresso non può abbassare i nostri standard su una questione così grave, semplice perché è politicamente conveniente”, ha detto.

Pat Toomey – Pennsylvania

Toomey ha detto di aver votato per condannare Trump perché “per la prima volta nella storia americana, il trasferimento del potere presidenziale non è stato pacifico”. Il senatore della Pennsylvania ha scritto su Twitter che l’ex presidente “ha esortato la folla” il 6 gennaio a marciare verso il Campidoglio, con l’intenzione di impedire al Congresso di certificare formalmente i risultati delle elezioni e il “tradimento della Costituzione e del suo giuramento (Trump) hanno richiesto una condanna”.


   

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