CONTE TER AFFONDA E ORA TOCCA A MATTARELLA MEDIARE

Spread the love
Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, oggi 2 febbraio 2021. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

di Patrizia Vassallo

“Allo stato attuale permangono distanze alla luce della quali non ho registrato unanime disponibilità per dare vita alla maggioranza“, queste le parole di oggi del Presidente della Camera Roberto Fico al termine del colloquio con il Capo dello Stato nel quale gli ha riferito del suo mandato esplorativo. Le parole di Fico arrivano dopo una giornata di altissima tensione sulla crisi di governo dopo le mancate intese su nomi e contenuti ai tavoli del programma e per la squadra di governo. Scambio di accuse tra gli ex alleati con Iv che, di fatto, arriva allo strappo finale. “Bonafede, Mes, scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato“, scrive su Facebook il leader di Iv Matteo Renzi.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver registrato il fallimento del mandato esplorativo del presidente della Camera Roberto Fico e avere richiamato tutte le forze politiche alla responsabilità, chiedendo di sostenere un governo di unità nazionale, sa perfettamente che oramai esistono due vie: quella di un incarico o del voto. Per comprendere se c’è ancora la possibilità di percorrere la prima strada domani per le 12 ha convocato al Quirinale l’ex presidente della Bce Mario Draghi. Obiettivo? Portare fuori dal guado in questi mesi cruciali il nostro Paese con un governo senza pienezza delle funzioni conferendo al più presto un incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili. “Un incarico ad alto profilo”, ha osservato il capo dello Stato.

“Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della exmaggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato”, ha scritto oggi Matteo Renzi, leader di Iv su Twitter.

Crimi oggi ha accusato Renzi di personalismi e pare che abbia detto di no alla richiesta di sostituire i ministri Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina. In più, sarebbe stato “posto un veto” su Teresa Bellanova al ministero del Lavoro, sul quale Iv pare abbia rilanciato proponendo la candidatura di Maria Elena Boschi.

“Rimangono le distanze sui contenuti nonostante il lavoro di questi giorni. Non abbiamo parlato di nomi”, ha detto la Boschi di Italia viva uscendo dalla sala della Lupa. “Rimangono distanze, non solo con Iv, anche sull’impostazione di alcuni punti. Siamo fiduciosi che il lavoro per colmare le distanze possa essere fatto da chi dovrà formare il governo e scrivere il programma”, ha aggiunto il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio.

Iv ha dato parere contrario su tutto e non si scioglie la riserva su Conte. Entriamo in una fase difficile in cui è difficile che possa accadere qualcosa di diverso dalle elezioni”, ha spiegato la capogruppo del Misto al Senato, Loredana De Petris, senatrice di Leu. E Iv al tavolo sulla giustizia ha detto no anche al lodo-Orlando. Il Pd fa sapere che su ambiente e scuola c’è una ‘significativa convergenza’. Inoltre secondo fonti qualificate, Iv sarebbe contraria ai nomi di Alfonso Bonafede e di Andrea Orlando come vicepremier e allo spacchettamento del ministero delle Infrastrutture e dei Beni Culturali. Il M5s ha posto un veto sull’ingresso di Maria Elena Boschi al governo e in generale nelle forze di maggioranza viene considerata eccessiva la richiesta di Iv di 3 ministeri di peso per Boschi, Ettore Rosato e Teresa Bellanova.

Il centrodestra è compatto e ha le idee chiare: “Le priorità sono salute e lavoro, non i litigi per poltrone e ministeri. Abbiamo le idee chiare su quello che serve per rilanciare il Paese”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, che oggi ha parlato con Berlusconi, Meloni, Toti, Lupi e De Poli.

Stamattina erano tre gli argomenti che rischiavano di fare saltare tutto: il Mes, il reddito di cittadinanza e la riforma della giustizia, che prevede lo stop della prescrizione per i condannati in 1° grado. Sul fronte Mes secondo Renzi quei soldi circa 37 miliardi di prestito europeo vanno richiesti al più presto per fare fronte alle spese determinate dal Covid-19. I grillini invece restano dell’idea opposta, anche perché la lotta contro questo strumento è una battaglia sulla quale il M5s ci ha sempre messo la faccia e ora non può fare passi da gambero. Anche se, va detto, che il ministro Luigi Di Maio nel tempo non sempre è stato stoicamente sulle difensive. il Pd rappresentato da due capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci e dal portavoce della conferenza donne del partito Cecilia d’Elia ha invece paventato aperture. Un blocco totale lo ha sortito la riforma della Giustizia, che prevede lo stop alla prescrizione per i condannati in primo grado. Legge criticatissima da Renzi, la cui unica alternativa potrebbe essere rappresentata dalla sospensione temporanea nei gradi successivi al primo (come in una norma precedente). Anche la riforma elettorale è una questione considerata in primo piano. Obiettivo ottenere il sì a una riforma in senso proporzionale, con una soglia di sbarramento alta. L’unica certezza al momento sembra il sì ai correttivi necessari per fare funzionare la legge sul taglio dei parlamentari. Un’altra spina nel fianco? Il reddito di cittadinanza di cui Renzi non vuole più sentire parlare. Anche il Pd ha manifestato posizioni critiche chiedendo una revisione delle politiche attive per il lavoro. In discussione anche il ruolo di Arcuri. Nei programmi di Italia Viva la proposta di un sistema di vaccinazione capillare non più affidato alle singole Regioni ma con un forte coordinamento centrale “per raggiungere l’obiettivo di mezzo milione di vaccinazioni al giorno, con un maggiore coinvolgimento della Protezione Civile.

Le ipotesi precedenti

Elezioni anticipate a giugno 35,6

Conte Ter 24

Governo istituzionale a larghissima maggioranza

Governo con stessa maggioranza ma senza Conte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: