TRUMP, PROCESSO IN BIANCO

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L’ex presidente Donald Trump e Melania Trump in arrivo in Florida la scorsa settimana. 
( ph. AP/Manuel Balce Ceneta)

di Patrizia Vassallo

Oggi in Senato si è votato se procedere o meno al processo di impeachment contro l’ex presidente Donald Trump. E con 55 voti è passato il sì. Mentre 45 senatori hanno detto no. E ora pare che proprio quelle 45 anime rappresentino la salvezza di Trump. Il giudice capo della Corte suprema John G. Roberts Jr. non presiederà il secondo processo di impeachment dell’ex presidente Trump . Invece, il senatore Patrick Leahy, democratico del Vermont, che è presidente pro tempore del Senato degli Stati Uniti, dovrebbe presiedere il processo, che inizierà la settimana dell’8 febbraio.

I democratici hanno insistito sul fatto che processare un ex funzionario sia legale e giustificato, in particolare in questo caso in cui Trump è accusato di incitamento all’insurrezione al Congresso.

“La storia e il precedente sono chiari. Il Senato ha il potere di processare gli ex funzionari “, ha affermato il leader della maggioranza Charles E. Schumer, democratico di New York, definendo le azioni dell’ex presidente “il reato più grave mai commesso da un presidente degli Stati Uniti”. Ma la conclusione di questo processo lascia già presagire un’assoluzione.

“Il processo di impeachment a Donald Trump penso che vada fatto”, queste le parole del neo-presidente Joe Biden in una breve intervista alla Cnn realizzata alla Casa Bianca. Biden ha sottolineato che il processo potrebbe avere effetti sulla sua agenda legislativa e sui candidati al governo, ma ha detto che ci sarebbe «un effetto peggiore se non accadesse».

Una delle prime cose fatte da Biden appena eletto è stata quella di firmare un ordine esecutivo per bloccare la costruzione del muro con il New Mexico, azione che alcuni hanno detto che probabilmente non è legale, asserendo che il potere di prendere quella decisione e decidere che il denaro del Dipartimento della Difesa venga speso diversamente, con altri obiettivi, non possa averlo unilateralmente lui da solo, visto che la decisione era stata unanime e del Congresso.

L’ordine di Biden della scorsa settimana non solo ha fatto perdere il lavoro a 5.000 persone, ma manderà in fumo ‘miliardi di dollari’ precedentemente destinati a molti addetti ai lavori, perché il muro non verrà più costruito.

Mark Morgan, che fungeva da commissario per le dogane e la protezione delle frontiere, ha dichiarato in un’intervista esclusiva al Washington Times, che il 20 gennaio si stavano ancora spendendo i soldi destinati alla costruzione del muro, opera decisa e approvata dal Congresso tre anni fa e che anche il neo presidente è tenuto a continuare quell’opera.

Donald Trump, ora è concentrato sui prossimi piani e ha aperto un ufficio in Florida che gestirà il suoi impegni da ex presidente e cercherà di promuovere l’agenda della sua amministrazione. “L’Ufficio sarà responsabile della gestione della corrispondenza, delle dichiarazioni pubbliche, delle apparizioni e delle attività ufficiali del presidente Trump per promuovere gli interessi degli Stati Uniti e per portare avanti l’agenda della sua amministrazione”, si legge in una nota. La sede? Nella contea di Palm Beach, dove si trova il resort di Mar-a-Lago, la sua nuova residenza che ora condivide con l’ex first lady Melania.

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