ITALIA, IL PREMIER GIUSEPPE CONTE HA CONSEGNATO LE SUE DIMISSIONI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

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di Patrizia Vassallo

Giuseppe Conte ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Conte è uscito in auto dal Quirinale dopo mezz’ora dal suo arrivo. Dopo il Colle, è stato a Palazzo Giustiniani per incontrare la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati poi è andato alla Camera dei Deputati per il colloquio con il presidente Roberto Fico. Conte aveva già comunicato le dimissioni nel Consiglio dei Ministri di questa mattina.Un CdM che, a quanto si apprende, si è chiuso con un momento “molto affettuoso” e gli applausi dei ministri al premier.

EsultaRenzi su Twitter. E nell’E-news 683 di oggi scrive: “Dopo giorni di fango contro di noi, tutto è più chiaro. Non è Italia Viva ad aver aperto una crisi: è l’Italia che deve affrontare una crisi da far tremare i polsi.
Siamo tra i peggiori al mondo come PIL nel 2020, come rapporto popolazione/decessi per Covid, come numero di giorni di scuola persi dai ragazzi. Il Recovery Plan è l’ultima occasione: va colta adesso. Per il momento non è all’altezza delle nostre aspettative e soprattutto dei bisogni dell’Italia. Chiediamo un salto di qualità nella gestione della Res publica”, sottolineando la necessità di decisioni e progetti “che facciano crescere i posti di lavoro“. “Significa cambiare passo nella gestione dei vaccini“, prosegue. “La struttura del Commissario mostra evidenti ritardi, come già era accaduto per le mascherine, per i tamponi, per i banchi a rotelle”. Renzi parla di visione “da qui a 30 anni, non da qui a trenta minuti”. “Il Governo Conte”, ha roseguito Renzi, “era nato per mandare a casa Salvini. Rivendico quella scelta. E ancora ricordo i “No, giammai” del gruppo dirigente del PD che preferiva le urne a un nuovo Governo. Cambiando idea hanno permesso di evitare un esecutivo sovranista. Anche allora fummo criticati come lo siamo oggi. Forse in questa fase il massacro mediatico che abbiamo subito è stato persino peggiore. Ma voglio che tutti coloro che leggono le Enews sappiano che chi sta in Italia Viva e chi la sostiene sceglie di lottare per il bene comune, non di appiattirsi sui luoghi comuni. Non rinunceremo mai al coraggio delle battaglie scomode e alla libertà delle proposte difficili. Ora possiamo finalmente fare ciò che serve al Paese, ai suoi insegnanti, ai suoi lavoratori, ai suoi giovani: un governo serio, di legislatura, che dia risposte concrete e non evasive alle sfide drammatiche della pandemia e assicuri la ripresa. Un governo europeista non a parole, ma nei fatti: capace di concretizzare in progetti il gigantesco sforzo del Next Generation EU. Con un documento serio, scritto bene, concreto”. Poi parlando dell’appuntamento con il Quirinale ha detto: “Noi andremo al Quirinale senza pregiudizi. Per noi la priorità è aiutare i cittadini a uscire da questa fase di stallo e di difficoltà non solo economica.
Sprecare i soldi del Recovery, perdere tempo sui vaccini, ritardare il ritorno a scuola, vivere di sussidi sarebbero errori imperdonabili. Noi ci siamo.
Lo abbiamo dimostrato con questa lettera inviata a Conte di più di un mese fa alla quale nessuno ha dato risposta. Lo abbiamo dimostrato con le dimissioni delle ministre e del sottosegretario: unico partito che rinuncia agli incarichi, anziché cercarli. Lo abbiamo dimostrato con un comportamento cristallino durante la crisi mentre tutti ci attaccavano. Arriva un momento in cui la verità si afferma sulle veline. E in quel momento diventa chiaro a tutti che la politica è una cosa diversa dal populismo“, ha scritto in conclusione dando una stoccata a Conte e ringraziando le ex ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto, Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e tutte le parlamentari e i parlamentari che hanno supportato la sua causa.

Il leader di Fi Silvio Berlusconi aveva paventato due strade: “Avere un Governo che rappresenti veramente l’unità del Paese oppure restituire la parola agli italiani”.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli di Italia, il governo Conte ha fallito.

Matteo Salvini, leader della Lega ha dichiarato: “Mentre Conte si dimette e PD, 5Stelle, Renzi litigano, la Lega riunisce in questo momento la Segreteria Politica. Premesso un chiaro NO a perdite di tempo e a governi pasticciati figli di parlamentari in vendita”.

Davide Crippa, (capogruppo alla Camera – M5s) a 24Mattino su Radio 24:” Chiediamo il sostegno dei parlamentari di Italia Viva senza Renzi” 

Davide Crippa, capogruppo alla Camera -M5s stamattina a 24Mattino su Radio24 ha detto: “Tornare a dialogare con Italia Viva? Colui che ha scoperchiato la casa durante un temporale è bizzarro che oggi diventi l’architetto di una copertura in vetro”, facendo riferimento a Renzi, “noi chiediamo invece ai parlamentari di Italia Viva di sostenere un’azione di rilancio”. E alla domanda se si tratta allora di un sì a Italia Viva senza Renzi, Crippa ha fatto intendere di sì, anche se ha aggiunto che si stratta di una richiesta “sicuramente complicata”.  

Andrea Cangini (FI) a 24Mattino su Radio 24 ha detto: “Transfughi di Forza Italia verso la maggioranza? Balle di Casalino” 

Quindici i transfughi di Forza Italia pronti a passare alla maggioranza? “È una balla, Rocco Casalino butta dei nomi falsi nella mischia, li fa filtrare per creare tensione nei partiti o per distogliere dai nomi veri”, ha dichiarato il senatore di Forza Italia Andrea Cangini a 24Mattino su Radio 24. “C’ero finito dentro anche io e sono ancora infuriato, ma Conte non avrà la possibilità di allargare la maggioranza, ha ingannato su questo e ha bluffato anche con il Capo dello Stato”. 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che questa mattina al Palazzo del Quirinale ha ricevuto il premier Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto, si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio.

Questo il messaggio del premier Giuseppe Conte scritto alle 20.23 su Facebook che accende i fari sulle sue priorità che per lui ora sono fare una riforma elettorale di stampo proporzionale e riforme istituzionali e costituzionali: “Questa mattina ho convocato un Consiglio dei Ministri per comunicare la mia intenzione di dimettermi. Poco dopo mi sono recato al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente Mattarella. La settimana scorsa, in Parlamento, il Governo ha ottenuto la fiducia in entrambe le Camere, ottenendo la maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati e la maggioranza relativa al Senato. Il Paese, tuttavia, sta attraversando un momento davvero molto difficile. Da ormai un anno stiamo attraversando una fase di vera e propria emergenza. Le diffuse sofferenze dei cittadini, il profondo disagio sociale e le difficoltà economiche richiedono una prospettiva chiara e un governo che abbia una maggioranza più ampia e sicura. È il momento, dunque, che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica. Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale. Serve un’alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono, per approvare una riforma elettorale di stampo proporzionale e le riforme istituzionali e costituzionali, come la sfiducia costruttiva, che garantiscano il pluralismo della rappresentanza unitamente a una maggiore stabilità del sistema politico. Questo conta. Che il nostro Paese si rialzi in fretta e possa mettersi alle spalle la pandemia e le tragedie che essa ha arrecato, in modo da far risplendere la nostra nazione nella pienezza delle sue bellezze. Per parte mia, anche in queste ore continuerò a svolgere gli affari correnti fino all’insediamento del nuovo governo. Continuerò a svolgere il mio servizio al Paese, con senso di responsabilità e con profondo impegno. Sono queste le caratteristiche che hanno caratterizzato il mio operato, quello dell’intero governo e delle forze di maggioranza che ci hanno sostenuto, anche quando i risultati raggiunti e le risposte date non sono apparsi all’altezza delle aspettative dei cittadini. L’unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l’Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l’Italia. Quanto a me, mi ritroverete sempre, forte e appassionato, a tifare per il nostro Paese”.

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