RENZI OSPITE DI GILETTI A ‘NON È L’ARENA’ HA PARLATO DEL SUO PIANO B

Spread the love
Matteo Renzi, leader di Italia Viva

di Patrizia Vassallo

“Il 13 gennaio in una conferenza stampa sono state confermate le dimissioni delle ministre di Iv. Si è aperta una crisi che deve trovare qui in questa sede il proprio chiarimento in trasparenza del confronto e linearità di azione che hanno caratterizzato il mio mandato“, queste le parole di stamattina del premier Giuseppe Conte nell’Aula della Camera per le comunicazioni sulla situazione politica determinata dalle dimissioni dei ministri di Iv.  “Le nostre energie dovrebbero essere tutte, sempre concentrate sulla crisi del Paese. Così, agli occhi dei cittadini, appaiono dissipate in contributi polemici, spesso sterili, del tutto incomprensibili. Rischiamo così tutti di perdere contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No. Nel pieno della pandemia Covid e mentre ‘da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari’”, ha proseguito il premier, “confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan, ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento. Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread, ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto”, ha detto Conte parlando della fiducia tra le forze alleate come “condizioni imprescendibile” per guidare il Paese.

“Nonostante ci sia stato un chiaro contributo al miglioramento della bozza originaria del Recovery plan“, ha proseguito Conte, “c’è stata un’astensione motivata principalmente per il fatto che la bozza non contempla le risorse del Mes, che però nulla ha a che vedere con il Recovery fund. Il Recovery Plan italiano sarà un piano largamente condiviso, uno sforzo collettivo di cui andare fieri. Il Paese merita un governo coeso, ora si volta pagina“, ha sottolineato Conte.

Ieri sera Matteo Renzi intervistato da Massimo Giletti a ‘Non è l’Arena’ sull’emittente La 7, alla domanda se sta rischiando l’osso del collo ha risposto al conduttore: “Non lo sto rischiando io, secondo me l’Italia sta rischiando l’osso del collo. Non è una questione personale…Se martedì le cose andassero male per me, io continuerei a fare esattamente quello che faccio adesso. Perché noi abbiamo una finestra incredibile, noi non ci rendiamo conto che proprio adesso, ora e non fra un anno, e non tra sei mesi, ora si gioca il futuro dei prossimi 20 anni. La spiegazione è semplice, c’è stato il Covid, purtroppo c’è ancora il Covid, è un disastro senza precedenti, 81mila morti in Italia, però accanto a questo c’è l’occasione che ci arriva dall’Europa di spendere quasi 300 miliardi di euro. O li spendi ora o non li spendi più. Allora quando mi chiedono: ‘Ma perché fai la crisi adesso? Perché ora bisogna spendere sti soldi’, rispondo ‘perché se non la fai adesso butti via un’occasione”.

Poi Renzi ha aggiunto una stoccata a Conte. “Ci sono due argomenti fondamentali. Uno …non è che la pandemia può sospendere la democrazia. Ma questo è un concetto che a me sta molto a cuore ad altri no. Il punto però fondamentale o adesso noi spendiamo questi soldi bene o faremo un debito che pagheranno i nostri figli, i nostri nipoti per anni, anni e anni. Noi avevamo un debito alto. Quando io ho preso in mano l’Italia come presidente del Consiglio noi avevamo un debito altissimo, 130% sul Pil adesso il debito è il 160% sul Pil e i nostri figli, i nostri nipoti o prendono ora i soldi per potere costruire università degne di questo nome, scuole, nuovi lavori oppure…”.

Il senatore Pierluigi Bersani

Per il senatore Pierluigi Bersani “si tratta di un’operazione di un cinismo senza precedenti”. E di Renzi ha detto ai microfoni di Non è l’Arena: “Non si è trattenuto, è nato così, è fatto così, il problema è chi gli va dietro da 10 anni…dai il problema è quello lì”.

Sul fronte accuse poi Renzi ha aggiunto: “Prima mi accusano di non fare poi se faccio una cosa mi accusano perché l’ho fatta…mi hanno persino accusato di avere truccato le elezioni in America con Barak Obama quindi ormai le ho fatte tutte. Ma prima poi la verità verrà fuori e sarà più forte delle ‘veline’ di Palazzo Chigi”.

Sul fronte meriti parlando del Recovery Plan, va detto che Renzi si è tolto qualche sassolino dalle scarpe rendendo nota la sua sconcertante scoperta ossia che molti deputati e senatori non avevano letto nella sua interezza la bozza del Recovery Plan. (Ndr.: Giletti durante l’intervista cita Gualtieri e Renzi conferma che il ministro dell’economia per esempio era all’oscuro di ciò che era stato scritto nella parte dove si parlava della Giustizia). Mettendo altra carne al fuoco affermando: “La nuova bozza che gira ancora non va bene”. Aggiungendo: “Era dal 22 luglio quando sono intervenuto al Senato parlando dei 200 miliardi del Recovery Plan e ho chiesto di discuterne ad agosto visto che a causa della pandemia nessuno sarebbe potuto andare in vacanza. È passato settembre, ottobre, novembre poi a dicembre è arrivata questa bozza. Non è una discussione sui nostri soldi, ma sui soldi delle future generazioni. Si chiama Next generation Eu, ossia un piano per la nuova generazione. In questo progetto all’inizio per i giovani c’erano 2 miliardi di euro mentre per il cash back ne sono stati previsti 4, 7. È una vergogna non studiare i documenti. Noi non abbiamo bisogno di poltrone”, ha ribadito il leader di Italia Viva lasciando intendere che la ritirata di Iv ha come solo obiettivo il bene del popolo italiano. “Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto hanno avuto un coraggio da leoni perché si sono dimessi in un periodo in cui sono tutti attaccati alla poltrona”.

Il direttore del Il Giornale Alessandro Sallusti, ospite in studio si è schierato dalla parte di Renzi, chiamandolo, probabilmente colto da lapsus freudiano, addirittura presidente (N.d.R. correggendosi dopo dicendo senatore), sottolineando con una premessa  il fatto che l’intervento di Renzi aveva sicuramente ottenuto degli oggettivi miglioramenti della bozza del Recovery Plan,  e da scaltro direttore qual è, ha poi riportato con una domanda l’attenzione sui servizi segreti, argomento precedentemente toccato da Giletti, chiedendo a Renzi perché temeva che Conte ne avesse il controllo. “Il presidente del Consiglio per la legge del 2007 ha la responsabilità comunque dei servizi segreti, ce l’aveva anche prima, tutti i presidenti del Consiglio hanno affidato l’incarico di gestire i servizi segreti a quella che ora si chiama autorità delegata” ha risposto Renzi. “Quanto a capo del governo c’è stato Massimo D’Alema, non propriamente un mio amico, il ministro (della Difesa) che si occupava dei servizi segreti era Sergio Mattarella. Quando è arrivato Silvio Berlusconi, un governo che io ovviamente non ho mai votato, aveva scelto un suo collaboratore autorevole come Gianni Letta per seguire i servizi segreti. Prodi aveva scelto Micheli. Mario Monti aveva scelto un signor professionista Gianni De Gennaro per seguire i servizi segreti. Nel mio piccolo avevo chiesto a Marco Minniti,  riconosciuto come una persona straordinariamente competente, di gestire questa importante istituzione”. E qui arriva la seconda stoccata alla supremazia di Conte: “Il presidente del Consiglio Conte pensa di bastare a se stesso. Io credo che sia un errore innanzitutto per lui perché per i servizi segreti stiamo parlando di un ‘istituzione dove ci sono uomini e donne che rischiamo la vita, quando c’è un rapito che viene riportato a casa, quando c’è un’operazione di controspionaggio e controterrorismo, quando si entra nelle palestre o nei centri di un certo tipo per verificare che non ci sono estremisti, terroristi islamici o altro è perché c’è un lavoro sotterraneo della nostra intelligence. In questo paese occorre rispettare le tradizioni democratiche. Se Berlusconi, D’Alema, Prodi, Berlusconi  tutti hanno dato questa delega non può essere che Conte la tenga per sé”. Poi Renzi ha continuato a fare le pulci a Conte sulle solite questioni di metodo azzardando anche un paragone con i recenti fatti che hanno scosso gli Stati Uniti, aggiungendo: “Questo è l’ennesimo segnale di un modello democratico che viene messo  in discussione poi va a finire come con Trump in America che alla fine negli ultimi giorni di presidenza viene preso di assalto il Campidoglio, perché le regole democratiche non si rispettano. Fortunatamente in Italia non c’è il rischio che si prenda di assalto il Senato o la Camera, non siamo a questo livello, ma il rispetto delle forme democratiche è fondamentale. E questo cosa significa?”. Altro sassolino lanciato contro il premier:  “Che quando si fanno le leggi occorre dare tempo alla Camera e al Senato di discutere, cosa che non è successa per la legge di Bilancio”. “Quindi Conte è un presidente non democratico?”, chiede Giletti.  “Dire che un presidente del Consiglio non è democratico è una cosa che non si fa”, ha proseguito Renzi anche se di fatto il messaggio che è passato non è stato questo. E poi l’asfaltata: “Io non sto dicendo che c’è poca democrazia di un uomo, io sto dicendo che occorre rispettare le formule democratiche. Non sono solo i servizi segreti ad essere importanti, non è il ruolo di Italia Viva che mi interessa ora, siamo 86mila morti, 26mila nella sola Lombardia, la situazione è drammatica a causa del Covid, siamo il paese al mondo con il più alto numero di morti per Covid, abbiamo l’economia peggiore come crescita nel 2020, abbiamo le scuole chiuse da più tempo di tutti, com’è possibile che di fronte a questa emergenza si dica di no a 36 miliardi che l’Unione Europea ci dà (N.d.r. facendo riferimento al Mes)? Dire di no al Mes per una impuntatura”, ha aggiunto Renzi, “sta portando a un danno da giugno ad oggi di 564 milioni di euro in meno”. Poi Renzi ha parlato del commissario Arcuri e della ministra dell’Istruzione Azzolina ricordando la spesa fatta per i banchi a rotelle, 461 milioni di euro spesi, dicendo: “Che cosa se ne fanno i ragazzi dei banchi a rotelle, se non metti a posto i tamponi, i trasporti…”.

Sondaggi: “Un presidente del Consiglio non lo giudichi da quanto è simpatico, ma da quanto è bravo

“Nell’ultimo periodo in Italia i sondaggi hanno sostituito la realtà oramai si parla soltanto dei sondaggi”, ha aggiunto Renzi, l’uomo più popolare d’Italia deve fare il premier… e chi l’ha detto non è mica un influencer è un presidente del Consiglio”. Sottolineando con un briciolo di polemica: “Mi dicono… ‘Tu non puoi parlare perché hai il 3%’. Ma io vorrei essere ascoltato sulle cose che ho da dire se ho ragione o no sul Mes, sulla scuola, sulle infrastrutture. Invece oramai prevale nella nostra filosofia una logica quasi da “Grande Fratello”,  intendo il libro non la trasmissione. C’è un pensiero unico in questo paese che porta gli uomini e le donne a non preoccuparsi di sapere qual è la verità, viene data importanza all’apparenza e poi si ha voglia di ascoltare solo quello che uno ha voglia di sentirsi dire. E allora fuori di metafora accade che io dica una cosa e la reazione è… Ma l’ha detta Renzi. Il fatto che sia io a sollevare un problema porta qualcuno a dire ‘sono contrario a prescindere’. Io ho fatto il presidente del Consiglio” ha ricordato Renzi, “quando il mio incarico è finito, è vero che ho perso qualcosa nei sondaggi, poi adesso ho perso molto, ma l’indice di occupazione, il Pil erano saliti. Un presidente del Consiglio non lo giudichi da quanto è simpatico, ma da quanto è bravo. Se gli Italiani scelgono in base alla simpatia si tengano chi hanno. Il politico deve essere competente”.

Poi Giletti ha chiesto a Renzi se è vero che per comprare la sua tranquillità gli è stato offerto il ministero degli Esteri. Renzi ha tergiversato e pur non rispondendo direttamente ha lasciato intendere di sì. “Lei non dice mai balle”, ha risposto sorridendo al conduttore, non facendo riferimento a quella domanda specifica, ma era chiaro che la risposta fosse riferita a quel preciso quesito.  “Io non ho alcuna ambizione personale in questa vicenda”, ha ribadito Renzi, “gira voce che io faccia questa confusione per avere un incarico internazionale, ma ciò che sto facendo è l’esatto modo per non avere niente. Sono felice, in pace con la coscienza. Per mesi abbiamo sottolineato che qualcosa non andava”.

Renzi ci ha messo la faccia al posto del Pd? C’è un disegno, una strategia?

Renzi poi ha raccontato che un dirigente del Pd lo aveva esortato a non fare nulla, a non sollevare polveroni per evitare ondate di olio. “Se io avessi dovuto pensare ai fatti miei”, ha proseguito Renzi, “ io non avrei lanciato assieme a Bellanova, Bonetti e Scalfarotto una battaglia per cambiare le cose”. (N.d.R. Quello che è certo è che Renzi non vuole fare il gregario, ma ama i panni del leader. Non a caso pur di avere un ruolo più forte al Senato ha fondato un suo partito Italia Viva, che tra l’altro gli ha offerto pure l’opportunità di non sentirsi  più chiamare ex presidente del Consiglio). “Noi siamo disposti a discutere con chiunque”, ha precisato Renzi, “purché si mettano al centro le cose da fare”.

Matteo Salvini, leader della Lega

Quelli del Pd dovrebbero ringraziarmi per quell’operazione fatta nell’agosto del 2019

“Salvini ha sbagliato scegliendo il Papeete come luogo istituzionale pretendendo che il presidente del Senato convocasse il Senato per poi dichiarare la sfiducia a Conte, per andare a votare chiedendo i pieni poteri. Io lì mi sono preoccupato, ho pensato che Salvini stesse sbagliando e ho lavorato per bloccare quell’operazione. Il rischio era che Salvini diventasse presidente del Consiglio e io lo dico senza alcuna remora, quando ho capito che poteva accadere, ho fatto di tutto per mettermi di traverso. Quelli del Pd che oggi mi considerano come un appestato dovrebbero ringraziarmi per quell’operazione fatta nell’agosto del 2019″.

Bonafede è stata un’occasione persa

Con il ministro Bonafede, Renzi ha ammesso di avere fatto un errore. “Mi sto ancora mangiando le mani perché era venuta fuori una questione molto brutta, la nomina di un certo dirigente al Dap, il mancato garantismo… io in quel momento ho fatto prevalere il bisogno di mantenere tutti dentro la maggioranza del Governo, eravamo nel pieno della prima ondata Covid, il presidente del Consiglio chiedeva un voto su di lui. Io avevo detto a Conte: ‘Noi ti diamo fiducia e anche a Bonafede anche se non siamo d’accordo’. Questo”, ha aggiunto Renzi, “a dimostrazione che io non ce l’ho con Conte e ho evitato di aprire una crisi. E questa è la dimostrazione che ne abbiamo fatto mille prima di rompere con questo Governo. E ancora oggi gli abbiamo chiesto: ‘Ti interessa parlare dei soldi per la sanità?’. L’Italia ha i cantieri bloccati, non ne abbiamo chiesto lo sblocco e non sono stati ancora scelti i commissari. La ministra De Micheli non ha nominato i commissari”.

E sugli Stati Uniti…

“Non c’è nessun legame tra ciò che succede negli Stati Uniti e in Italia”, ha commentato Renzi, aggiungendo un commento sul presidente neo eletto e su quello uscente.  “Biden ha sempre puntato alle cuciture, è un grande appassionato dell’Europa, dell’Italia, è un uomo dell’unità. Trump invece è un populista che a me piace meno”. E anche quando si parla di America il discorso torna ancora sul premier e Renzi non fa nessuno sconto a Conte. “Conte doveva essere più duro nel condannare i disordini del Campidoglio, tempio della democrazia americana, è parso invece che avesse paura a dire a Trump che aveva fatto una cosa illegale e assurda”.

Il punto su martedì 19 gennaio, il giorno della resa dei conti

“Se Italia Viva uscirà dal Governo continuerà a votare per le cose che servono agli italiani”, ha detto Renzi. “Noi martedì (domani) non voteremo la fiducia al presidente del Consiglio, quindi non faremo la stampella del Governo, ma il giorno dopo voteremo a favore spero assieme alle opposizioni, del provvedimento dell’ennesimo scostamento di Bilancio che consentirà di dare dei soldi per i Ristori”.

Mattarella arbitro che si deve rispettare

Poi Renzi ha parlato di Mattarella assimilandolo alla figura di un arbitro che si deve rispettare. Aggiungendo: “Al momento non vedo lo spettro delle elezioni anticipate”,  sottolineando che in questo momento potrebbe essere possibile ricompattare la maggioranza e quindi per tale motivo ‘l’arrocco’ di Conte è incomprensibile. “Se Conte riesce a ottenere 161 ha ragione lui, ma se questo conto non torna… noi dobbiamo cercare i vaccini non i responsabili”, ha sottolineato il leader di Italia Viva.

Il senatore Clemente Mastella

Mastella costruttore o rottamatore?  

Clemente Mastella, che ha già anticipato la nascita del suo nuovo partito ‘Meglio noi per l’Italia’, intervistato da Non è l’Arena ha detto: “Cemento ce n’è quando è necessario” riferendosi al suo ruolo di sostenitore. E sul fatto se Mattarella potrebbe accettare o meno una maggioranza relativa 152-153 voti al Senato, l’ex ministro ha risposto: “Mattarella non è un capo dello stato delle repubbliche Sud Americane, è un capo dello Stato che rispetta la Costituzione. Ho fatto parte del governo Berlusconi che al Senato non aveva neppure i numeri… E poi chi ha detto che servono 161 voti, in quale Costituzione italiana è scritto questo? C’è una maggioranza. Questo non è il momento di cambiare Conte con un altro, in questo momento è da irresponsabili nei confronti del Paese”.

Italia, servizi segreti, ma non segretissimi, l’incontro top secret con Barr

Poi il discorso ritorna sui servizi segreti. Lasciando intendere a un trait d’union tra ‘costruttori’ e i servizi segreti. Con un breve report che fa pensare che le tensioni sui servizi segreti siano nate a causa di un incontro che avvenne nel 2019 a Roma, in piena estate tra William Barr, a capo del Dipartimento della Giustizia americana e  Vecchione, uomo di fiducia di Conte.

“Quella pagina di intelligence nella storia italiana è profondamente umiliante per la professionalità dei nostri agenti”, ha commentato Renzi. “C’è stato un evidente e clamoroso errore da parte di chi ha organizzato quell’incontro perché in quel momento si cercavano prove di un fantomatico complotto che io avrei fatto con Obama, per bloccare Trump che è una follia”, ha ribadito Renzi.   

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia
(ph.Roberto Monaldo / LaPresse)

Renzi, bei tempi quelli del Nazareno

E alla domanda: “Tornerà a dialogare con il centro destra come ai tempi del Nazareno?”, Renzi ha risposto:  “Io sogno due cose , che il centro destra e il centro sinistra tutti in Parlamento facciano quello che volevamo fare ai tempi del Nazareno, che non era un accordo politico tra me e Berlusconi per governare l’Italia, perché Berlusconi non ha mai votato la fiducia al sottoscritto, Berlusconi ha votato la fiducia a Monti, in parte a Letta, qualche volta a Gentiloni mai al sottoscritto. Lui non ha mai governato con me né io con lui. Però con Berlusconi nella logica di un riconoscimento reciproco c’era l’idea di fare un patto istituzionale. Con quale l’obiettivo ora? Invece di andare alla caccia dei responsabili tutti assieme fare un progetto di riforma per le istituzioni, riforme condivise, E poi mi piacerebbe che il prossimo giro i parlamentari facessero una commissione parlamentare di inchiesta sul Covid, perché non c’è chiarezza sulle mascherine, sui costi di tamponi, su alcuni acquisti c’è il segreto di Stato, perché sul Covid qualcuno non vuole trasparenza?”.  E buttata lì in mezzo alle sue parole, il leader di Italia Viva accenna anche a una riforma sulle Regioni. E poi dice di volere una formula stile ‘All together now’, forse un po’ troppo populista per lui,  che prevede un’unità senza precedenti, tutti assieme, dalla destra alla sinistra, da Conte a Salvini, da Berlusconi a Di Maio, dalla Meloni a Zingaretti, tutti assieme per dire che “le regole del gioco le studiamo assieme”. Realtà o utopia? Nel frattempo nemmeno il rilancio di Conte disposto a mollare i servizi segreti sorte qualche effetto positivo. È chiaro che oramai per Renzi non è più tempo di dietrofront. Obiettivo raggiunto: colpito … e probabilmente affondato. Spera il leader di Italia Viva. “Conte non ha bisogno di chiedere i voti a nessuno. I voti li ha già e ce li aveva comunque. Non c‘è bisogno di alcuna compravendita”,  queste le parole di Massimo Cacciari in merito alla crisi di Governo, intervistato da “Quarta Repubblica”, in onda questa sera, in prima serata, su Retequattro. “Tutto questo Parlamento ha interesse a non andare a casa, per motivi di poltrona, per motivi umani, “troppo umani”, diceva quel tale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: