VACCINI COVID-19: GLI EURODEPUTATI CHIEDONO MAGGIORE CHIAREZZA E TRASPARENZA

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La mancanza di trasparenza e di chiara informazione sui vaccini recentemente ha alimentato incertezza e disinformazione riguardo alla vaccinazione COVID-19 in Europa, secondo molti deputati dell’Europarlamento.

Martedì, i membri della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare hanno avuto un confronto con Sandra Gallina, principale negoziatore dell’UE sul fronte dei contratti di vaccino COVID-19, sugli ultimi sviluppi in materia di contratti, trasparenza, autorizzazioni, disponibilità e diffusione dei vaccini COVID-19.

I deputati hanno sottolineato la necessità di maggiore chiarezza e trasparenza per quanto riguarda i contratti sui vaccini, nonché il processo decisionale a livello dell’UE. Un grande passo avanti è stato quello di accogliere con favore la disponibilità della Commissione europea a condividere le informazioni disponibili, pur riconoscendo che alcune domande possono essere risolte meglio dagli Stati membri e dalle aziende farmaceutiche.

Molte domande riguardavano possibili contratti aggiuntivi nazionali o bilaterali. La Commissione ha confermato di non essere a conoscenza di tali presunti contratti. Al momento l’unica cosa certa è l’accordo di appalto congiunto, in forza del quale l’UE ha la priorità di fornire vaccini, che saranno poi distribuiti agli Stati membri su base proporzionale.

A seguito delle richieste dei deputati al Parlamento europeo, la Commissione ha segnalato anche iniziative importanti:

– È aperta una sala di lettura per gli eurodeputati che desiderano rivedere i contratti sui vaccini – è attualmente disponibile un contratto (CureVac), con altri rilasciati in attesa dell’accordo delle aziende farmaceutiche;

– L’Agenzia Europea dei Medicinali l’11 gennaio ha ricevuto la domanda per il vaccino AstraZeneca – l’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio è prevista per la fine di gennaio;

– Le maggiori quantità di vaccini sono previste durante il secondo trimestre del 2021, come già concordato nei contratti esistenti – strategie specifiche per la distribuzione, compresi i gruppi prioritari per la vaccinazione, sono stabilite da ogni Stato membro;

– A partire dalla prossima settimana, sarà disponibile una piattaforma dedicata in cui gli Stati membri possono segnalare, due volte a settimana, il numero di vaccini ricevuti e utilizzati.

Guarda la registrazione del dibattito

Step by step

Nel giugno 2020, la Commissione ha proposto una strategia vaccinale dell’UE per COVID-19 in cui elencava i passaggi chiave per strategie di vaccinazione efficaci e diffusione dei vaccini . Qualsiasi vaccino deve essere autorizzato dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) in conformità con gli standard di sicurezza ed efficacia.

Il 22 settembre 2020, il Parlamento ha tenuto un’audizione pubblica su “Come garantire l’accesso ai vaccini COVID-19 per i cittadini dell’UE: sperimentazioni cliniche, sfide di produzione e distribuzione”.

Nella sessione plenaria di dicembre 2020, il Parlamento ha espresso sostegno per la rapida autorizzazione di vaccini sicuri . Da allora la Commissione ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per due vaccini COVID-19, uno sviluppato da BioNTech e Pfizer e uno da Moderna Biotech Spain, SL . Dopo che l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha concluso le sue valutazioni di questi vaccini.

Magrini (Aifa),vaccino cinese possibile ulteriore candidato

“E’ probabile che anche il vaccino cinese (Sinovac) verrà sottoposto a giudizio europeo”. Naturalmente “occorrerà vedere se i dati rispondono al rigore richiesto” ma “una volta valutati gli studi, potrebbe diventare un ulteriore candidato”, così Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), a 24Mattino su Radio 24. “Se così fosse”, ha aggiunto, “sarebbe un interessante meccanismo per entrambi”, Cina e Europa. “Significa che cadono muri e barriere, che e la ricerca e la produzione è davvero globale come di fatto già è, ad esempio per gli antibiotici. Quindi ben venga questa competizione”. 

Dosi da 6 sbagliate? Si può tirare fino a 7

Sul fatto che in Italia siano arrivate confezioni di vaccino da 6 e non da 7 dosi, prima ha fatto suonare campanelli di allarme poi la situazione si è volta straordinariamente al positivo. “Ci siamo accorti quasi subito, appena arrivato il flacone, che le dosi disponibili erano 6 e in alcuni casi, con la massima precisione, anche 7”, ha proseguito Magrini. “Però poi nell’arco di una settimana o due, tutte le agenzie regolatorie hanno detto che era possibile tranquillamente fare 6 dosi, come poi certificato anche dall’Agenzia Europea dei Medicinali. Si è così passati dal flacone da 5 a quello da 6, ma effettivamente con siringhe di precisione si possono ottenere anche 7 dosi”, ha detto, Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), a 24Mattino su Radio 24. 

“In Italia siamo ora settati su 6 dosi. L’organizzazione distributiva e logistica della struttura commissariale ha deciso così perché 7 vorrebbe dire non commettere nessun errore, mentre un minimo di distrazione ci può essere nel prelievo della dose dal flacone. Quanto alle siringhe”, ha concluso il dg Aifa su Radio 24, “in Italia, abbiamo quelle di precisione di alta qualità, che si chiamano Luer-lock che garantiscono anche la doppia sicurezza che non si stacchi mai l’ago”. 

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