TRUMP, LUNEDÌ LA DECISIONE SU UN POSSIBILE IMPEACHMENT, ALLERTA TWITTER DI UN SECONDO ATTACCO IL 17 GENNAIO

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Il presidente uscente Donald Trump (ph. EPA)

di Patrizia Vassallo

Mentre il Campidoglio era sotto assedio, Donald Trump e il suo avvocato Rudy Giuliani pare che abbiano entrambi chiamato per errore il senatore repubblicano Mike Lee, invece di un altro senatore per cercare di ritardare il conteggio dei voti del Collegio Elettorale. Lo ha riferito il portavoce di Lee spiegando che le chiamate di Trump e del suo avvocato erano destinate al senatore Tommy Tuberville, un repubblicano neoeletto dell’Alabama.

Insomma ancora storie assurde che stanno accelerando la corsa all’impeachment che i democratici chiederanno lunedì 11 gennaio. La svolta è arrivata dopo ben due giornate in cui si sono rincorse le voci su una possibile rimozione dall’incarico di Trump prima del 20 gennaio, giorno in cui Biden si insedierà alla Casa Bianca. I leader democratici in Congresso, Nancy Pelosi e Chuck Schumer, hanno richiesto il ricorso al 25mo emendamento e, in caso contrario, si sono detti pronti anche a un nuovo impeachment. Del ricorso al 25esimo emendamento ne hanno parlato anche due ex fedelissimi di Trump, il segretario al Tesoro Steve Mnuchin e il segretario di Stato Mike Pompeo. Chi invece si è detto contrario a una rimozione del presidente uscente è stato il vicepresidente americano Mike Pence, che tra l’altro, in questa faccenda, ha un ruolo fondamentale.

Nel frattempo l’account di Twitter di Trump è stato bloccato in maniera permanente, esattamente come era già stato fatto ieri con il suo di Facebook, per evitare che con i suoi discorsi possa ancora scaldare di nuovo gli animi. “Dopo aver rivisto i recenti tweet da @realDonaldTrump, abbiamo deciso di sospendere permanentemente l’account per il rischio di ulteriore incitamento alla violenza”, si legge in una nota del social network.


“Disgustoso. Big Tech vuole cancellate tutti i 75 milioni di sostenitori di Trump”, ha twittato Jason Miller, consigliere della campagna del presidente Usa uscente, commentando la decisione di Twitter. “Vi sbagliate se pensate che non prendano di mira voi dopo”.
   

Ma Trump si sa non è uno che si dà per vinto e ha cercato subito un piano B per parlare via Social ai suoi sostenitori

Usando il canale ufficiale Potus (President of the United States).

“Siamo in trattative con altri siti. Stiamo valutando la possibilità di costruire una nostra piattaforma”, ha scritto il presidente Usa uscente. “Come dico da tempo, Twitter si è spinta ben oltre il vietare la libertà di parola e stasera i suoi dipendenti si sono coordinati con i democratici e la sinistra radicale per rimuovere il mio account dalla loro piattaforma, per far tacere me, voi e i 75 milioni di americani che mi hanno votato. Avevo previsto che sarebbe accaduto. Stiamo trattando con vari altri siti e avremo un grande annuncio a breve. Stiamo anche valutando la possibilità di una nostra piattaforma in un breve futuro. Non ci metteranno a tacere. Twitter non è libertà di parola”. Secondo le regole del social network, se Trump dovesse cercare di aprire un nuovo account questo sarebbe sospeso non appena rintracciato.

Tra l’altro Twitter ha avvertito del possibile pericolo di un secondo attacco pro presidente uscente domenica 17 gennaio

Il senatore Lindsey Graham oggi è stato accerchiato all’aeroporto di Washington, da un gruppo di sostenitori di Trump. (Screenshot tramite Twitter)

Assalti non solo a Capitol Hill, ma anche all’aeroporto di Washington dove il senatore Lindsey Graham oggi è stato accerchiato da gruppo di sostenitori di Trump che gli ha gridato: “Tutto ciò che l’America vuole è che tu VERIFICHI IL NOSTRO VOTO ed elimini questa elezione da questa massiccia corruzione … “.

“Traditore!” le ha urlato la donna mentre registrava un video. “Lindsey Graham, sei un traditore del paese. Sai che è stato truccato!”. Ma la Graham non si è fatta intimorire anzi è apparsa impassibile mentre fissava il telefono e continuava a camminare.

Ora sulla testa di Trump aleggia anche lo spettro di un’incriminazione per aver contribuito ad incitare quanto accaduto in Congresso: “Il Dipartimento di Giustizia prenderà in considerazione l’ipotesi di capi accusa per reati penali contro chiunque abbia giocato un ruolo nella vicenda”, ha assicurato il procuratore federale di Washington, senza escludere un coinvolgimento anche di Trump. Motivo per cui ora il presidente uscente, secondo il New York Times, continuerebbe a coltivare l’idea di auto graziarsi prima della fine del mandato, per proteggersi da possibili futuri procedimenti giudiziari a livello federale. Una grazia preventiva che potrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Karlie Kloss e Ivanka Trump agli US Open 2016
(Getty Images)

La reazione di Ivanka Trump

Mentre i sostenitori del presidente Trump mercoledì stavano assediando il Campidoglio,  Ivanka, figlia di Trump, ha pubblicato – e poi cancellato – un tweet su Twitter in cui aveva definito i sostenitori del padre dei “patrioti americani”.

Le sue parole evidentemente non sono sfuggite alla moglie del fratello di suo marito, ossia a sua cognata, Karlie Kloss, tra l’altro ora in attesa del suo primo figlio, che ha twittato: “Accettare i risultati di un’elezione democratica legittima è patriottico. Rifiutarsi di farlo e incitare alla violenza è anti-americano “. Commento che ha dato il là a numerose repliche su Twitter di utenti che le hanno consigliato di dirlo direttamente alla cognata e al cognato. E la risposta di Kloss è stata: “Ci ho provato”.

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