UN’ARTISTA BRASILIANA, SULLE ORME DI NUVENIA, RIACCENDE I FARI SULLA VULVA ED È DI NUOVO POLEMICA

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di Patrizia Vassallo

“Libera di osare”, questo il claim dell’ultimo spot della Nuvenia che sta facendo discutere donne e uomini per quella che alcuni definiscono l’indecenza di continuare a mandare in onda immagini con fogge di vulve e pannolini macchiati di mestruo considerati di cattivo gusto. C’è chi dice segno dei tempi che cambiano, della libertà di osare che non ci fa restare ancorati a vecchi retaggi culturali. Lo stesso pensiero che evidentemente è passato per la mente all’artista quarantacinquenne, brasiliana Juliana Notari che ha creato un’opera inedita, un’enorme vulva di cemento armato e resina rossa che spunta dal terreno contro il “maschilismo e la cultura fallocentrica della società occidentale” che ha chiamato ‘Diva‘.

“Diva” è stata scolpita nel parco di Land Art “Usina de Arte” di Agua Preta, nello stato del Nordest brasiliano di Pernambuco, con l’intento, secondo l’artista, “di permettere all’arte di dialogare su questioni di genere, a partire da una prospettiva femminile”. L’opera, realizzata a mano e senza escavatrice in 11 mesi dall’artista e da 20 operai, misura 33 metri di lunghezza, 16 di larghezza e cinque di profondità.
L’artista ha poi pubblicato anche alcune foto scattate durante la lavorazione, che hanno attirato ulteriori critiche e insulti, in quanto gli operai erano tutti afro-brasiliani. “Mi piaceva esteticamente l’idea di una donna bianca e ricca in mezzo ad uomini neri che lavorano”, ha detto la Notari. “La questione dei lavoratori neri, che sono la maggioranza nel settore delle costruzioni, rappresenta la cultura patriarcale e schiavista del nostro Paese”, ha scritto sul suo profilo Twitter.
    “Questi attacchi”, ha proseguito Juliana, ” dimostrano il maschilismo, i pregiudizi e la misoginia presenti nella società occidentale. Un patriarcato millenario. Quando si espone un simbolo femminile, la vulva, immagine che va oltre il sesso per arrivare ad una dimensione sacra, si genera paura e fascino”, ha concluso.
   

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