CONTE DICE NO AGLI ‘AUT AUT’ DI RENZI

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di Patrizia Vassallo

Oggi il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto a Villa Madama la conferenza stampa di fine anno organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare.

La sua risposta agli attacchi di Renzi si riassume in una frase che lascia intendere che da parte sua non ci sono propositi di resa: “Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio culturale e politico. Credo sia stato l’ultimo discorso di Aldo Moro a sottolineare che gli ultimatum non sono ammissibili in politica, hanno il significato di una stretta impedendo una soluzione positiva. Io sono al di fuori di questa logica, sono per il dialogo, per il confronto, per trovare una sintesi per l’interesse del Paese”.

Quali gli scenari? Fondamentalmente tre. Il governo potrebbe presentarsi in Parlamento sfidando Italia Viva e sperando nell’aiuto di qualche responsabile. Oppure, Conte potrebbe rimettere il mandato aprendo la crisi per cercare di essere reincaricato: un rimpastone con ampio spazio a Iv, magari con il premier ridimensionato e ingabbiato da due vice di peso come Di Maio e Orlando. Terza ipotesi, un gabinetto di salute pubblica per il Recovery guidato da Draghi, sempre che si convinca. E c’è un quarto scenario, che il Quirinale dica di sì al voto anticipato. Insomma un anno ricco di colpi di scena anche per Mattarella che questa volta non potrà risolverla come ha fatto la volta precedente, quando Conte è stato confermato per un secondo mandato.

Ciò che onestamente è davvero imbarazzante è il fatto che gli avversari sembra che ad un tratto si siano accorti che nella documentazione che accompagna il Recovery Fund ci siano errori a profusione. Come se non lo avessero mai letto prima.

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