RENZI TENDE UNA MANO AL GOVERNO. OBIETTIVO? UTILIZZARE AL PIÙ PRESTO LE RISORSE DEL RECOVERY FUND

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di Patrizia Vassallo

«Qualche persona dotata di senno potrebbe immaginare che non si sarebbe trovata una soluzione alternativa». Queste le parole di Massimo Cacciari ai microfoni di “Stasera Italia News Speciale” in onda questa sera dalle ore 21.30 su Retequattro, commentando la tregua tra il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi dopo le recenti tensioni. «Se si fossero presentati da Mattarella dicendo: “Presidente siamo andati in crisi perché non ci mettiamo d’accordo se fare o non fare un comitato di tecnici”, li faceva ricoverare. Questo non vuol dire che sia stata fatta la pace: i due si detestano; ma non è soltanto Renzi e Conte, è una maggioranza che non c’è. Sono le due forze principali di Governo che non sono d’accordo su nulla» ha aggiunto Cacciari.

In merito a un accordo di maggioranza su come utilizzare i fondi del Recovery Fund, Cacciari ha proseguito: «Se non c’è l’accordo sul Recovery Fund, ma soprattutto se non c’è un accordo serio sui progetti, allora il Governo non ce la potrà fare». Sul fatto che il Governo difficilmente cadrà fino a quando ci sarà la situazione emergenziale del Covid da affrontare, ha detto: «In situazioni di così grande emergenza è irresponsabile mandare a casa un Governo se non c’è un’alternativa più forte. Se dovesse cadere, credo che dipenderà tutto da Mattarella. Se Mattarella decide di dire “Non si va a votare in questa situazione” e impone un Governo nazionale in appoggio a Draghi, può darsi che Draghi ci stia».

Franceschini vs Renzi

Parole blande che cercano di smorzare i mugugni seguiti invece alle parole del ministro della cultura e del turismo, Dario Franceschini, dette ieri, quando ha parlato di Matteo Renzi, affermando che secondo lui non è interessato né al Conte 3 né al Draghi 1” .

E quindi?

“Tutti alle urne appena cade il governo con l’attuale legge elettorale che premia le coalizioni”, questo l’appello di Franceschini con un piano ben preciso “Così M5S e PD si coalizzeranno con una lista di sinistra e una lista Conte, a cui Italia Viva non dovrebbe accedere, perché chi ha provocato la crisi poi non potrebbe pensare di stare con noi. E in pratica resterebbe escluso dalle aule del Parlamento alle prossime elezioni politiche”.

Renzi no al voto

Parole che sono state mal digerite dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ospite della trasmissione L’Aria che Tira su La 7 ha detto: “Non penso andremo al voto”. E facendo riferimento alle parole di Franceschini ha aggiunto: “Non è lui il presidente della Repubblica. Chi minaccia il voto fa un atto sbagliato. È chiaro che sta bleffando come si fa nelle partite di poker in politica. Che si occupasse di teatri chiusi e alberghi. Il presidente della Repubblica non si chiama Franceschini, si chiama Sergio Mattarella. Franceschini deve sapere che non è il Ribery della politica, c’è Mattarella in quel ruolo lì”.

E parlando del futuro del governo ha aggiunto: “Non c’è nessuna trattativa, non è un gioco di palazzo, anche se a volte li abbiamo fatti. Questa volta è una questione più seria che riguarda l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, e io sono pronto a non perdere la faccia davanti a figli e nipoti di tutti. Penso che non andremo al voto, penso ci sia una maggioranza in Parlamento e il buon senso prevede che si smetta di litigare e si comincino a spendere le risorse in arrivo dall’Europa”. 

Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, oggi ha concentrato la sua attenzione sulla società Bancomat Spa, controllata da alcune banche che operano sul territorio italiano, “che a quanto pare sembra che abbia in progetto”, scrive la Meloni su Twitter di azzerare alle banche le commissioni sul prelievo per poi ribaltarle sugli utenti. In sostanza gli italiani dovranno pagare per prendere i LORO soldi”.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio oggi ha concentrato le sue attenzioni sulla notizia della liberazione, dopo quella dei pescatori italiani, di Chico Forti.

Una “bellissima notizia” annunciata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che chiude il filone americano di una lunghissima vicenda processuale, giudiziaria e diplomatica.Passa a FIBRA a 29,90€ al mese, senza vincoli e costi di attivazione!Esclusiva Vodafone

“Un risultato estremamente importante, che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, spiegando che “il Governatore della Florida ha accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia”. E che ora il Governo “seguirà i prossimi passi per accelerare il più possibile l’arrivo di Chico”. L’ex produttore è stato accusato nel 1998 dell’omicidio dell’imprenditore australiano Dale Pike, il cui cadavere venne ritrovato su una spiaggia in Florida. Nel 2000 è stato condannato all’ergastolo e rinchiuso in un carcere di massima sicurezza vicino a Miami. Lui si è sempre dichiarato vittima di un errore giudiziario ed ha iniziato una lunga battaglia legale per cercare quantomeno di tornare in Italia. Battaglia che con il tempo è diventata anche politica e in suo favore si sono susseguiti pure appelli e messaggi di solidarietà di personaggi dello spettacolo e inchieste televisive per dimostrarne l’innocenza.

Il governo ha portato poi la vicenda all’attenzione degli Stati Uniti, coinvolgendo anche il segretario di Stato americano. “Non ci siamo mai dimenticati di Chico Forti”, ha detto Di Maio, “che potrà finalmente fare ritorno nel suo Paese vicino ai suoi cari. Sono personalmente grato al Governatore DeSantis e all’Amministrazione Federale degli Stati Uniti. Un ringraziamento speciale al Segretario di Stato Mike Pompeo, con il quale ho seguito personalmente la vicenda e con il quale ho parlato ancora nel fine settimana, per l’amicizia e la collaborazione che ha offerto per giungere a questo esito così importante”. Accanto a quello politico, il lavoro diplomatico, portato avanti negli ultimi anni dall’ambasciatore italiano a Washington Armando Varricchio. Fino all’esito di queste ore, attraverso la convenzione di Strasburgo del 1983, ratificata dagli Stati Uniti, che permette di scontare la pena nel proprio paese. Una notizia che il titolare della Farnesina ha immediatamente comunicato alla famiglia Forti, al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio.

“Il prossimo ritorno in Italia di Chico Forti è davvero una bella notizia”, ha commentato su Twitter Giuseppe Conte. Una soddisfazione espressa da tutte le forze politiche, dai Cinque Stelle alla Lega, dal Pd a Forza Italia. “E’ uno splendido regalo di Natale”, ha detto Matteo Salvini, “era una battaglia di giustizia e di civiltà e come Lega siamo orgogliosi di averla combattuta anche quando ne parlavano in pochi”.

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