AL MUSEO PAFF, LE TAVOLE A FUMETTI DI MILTON CANIFF

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Raccontare pagine poco conosciute della nostra Storia attraverso i disegni di uno dei più grandi autori mondiali di fumetto. È questo il focus della mostra “Masters of black and white: Milton Caniff”, che apre i battenti al PAFF! in occasione dei suoi due anni dall’inaugurazione.

Il PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli con questa esposizione conferma la sua vocazione multidisciplinare, utilizzando il fumetto come volano per parlare di differenti ambiti culturali e attraversare campi anche lontani fra loro come la storia, la scienza, l’arte, per parlare a tutti con l’immediatezza e la forza delle immagini. Una mostra che celebra l’opera di un grande autore americano, Milton Caniff, considerato il “Rembrandt del fumetto” -uno dei più importanti e influenti artisti della storia mondiale dei comics, da cui anche Hugo Pratt ha preso ispirazione- che fra gli anni Trenta e Quaranta ha raccontato per immagini un mondo fatto di femmes fatales e avventurieri.

Ma l’esposizione non costituisce solo un’occasione per conoscere un grande illustratore, dà modo, allo stesso tempo, di avvicinarsi a un periodo, quello a cavallo fra le due guerre, carico di suggestioni e di cambiamenti, in diversi campi, dal cinema alla moda, fino alla musica.

«La mostra su Milton Caniff», ha spiegato Giulio De Vita, direttore artistico e fondatore del PAFF!, «inaugura la serie di esposizioni dedicate ai maestri della storia del fumetto mondiale “Masters of Black and White” che porta per la prima volta in Italia tavole di grande valore e si integra nel progetto di creazione della collezione permanente sulla narrazione per immagini del Palazzo del Fumetto di Pordenone. Attraverso la visione delle strisce la mostra esplora i contesti sociali, culturali e storici nei quali queste sono state create, creando delle “finestre” su altre discipline artistiche, che hanno influenzato il lavoro dell’artista».

L’esposizione delle 61 tavole dell’autore, infatti, danno anche l’opportunità di avvicinarsi ai tempi in cui Caniff visse, fornendo una chiave di lettura critica ma allo stesso tempo partecipata della società a cavallo fra le due guerre. Il grande autore di strisce è stato impegnato lungo il corso di tutta la sua produzione in una rappresentazione attenta in chiave espressiva del mondo che lo circondava, che interpretava in maniera minuziosa, a partire dagli abiti e dalle acconciature delle protagoniste femminili, per le quali Caniff si ispirava alle pagine di Vogue, fino all’uso di inquadrature cinematografiche dal basso, citando apertamente la cifra stilistica di registi rivoluzionari del suo tempo quali Orson Welles e Alfred Hitchcock.

La mostra, nel rispetto delle direttive in materia di prevenzione del contagio, è allestita negli spazi della storica Villa Galvani ed è fruibile on line in forma di virtual tour (www.paff.it) grazie a delle fotocamere, che permettono una visita a 360° e in alta definizione degli spazi espositivi

Protagonista del percorso è una collezione proveniente dalla Galleria 9ème Art di Parigi, esposta per la prima volta in Italia, con strisce come “Terry e i Pirati”, “Male Call”, “Dickie Dare” e “Steve Canyon”, che rappresentano un riferimento imprescindibile nella storia della narrazione per immagini e che hanno fatto sognare generazioni di lettori.

Le preziose tavole, alcune delle quali raggiungono il valore di 100.000 euro, sono affiancate da contenuti di approfondimento a cura di Luca Raffaelli, con appendici tematiche multimediali su ambiti trasversali come il cinema, la musica e la moda del tempo.

Una rivoluzione per immagini: dal cinema di Orson Welles alla “regia” di Caniff. Il percorso espositivo presenta contenuti di approfondimento sul cinema di un periodo in cui una pietra miliare della storia della settima arte come “Quarto potere” di Orson Welles usciva nella sale, sovvertendo le regole del racconto filmico. Caniff si dimostra ancora una volta un artista calato nel suo tempo e che della società, della cultura che vive, vuole riportare le immagini, le abitudini, le suggestioni e le trasformazioni. Così nelle strisce dell’autore sono presenti delle immagini con punti di vista inusuali per l’estetica del fumetto, che citano apertamente il grande regista e il suo uso di inquadrature fortemente angolate, mai usate prima di allora, con l’intento di restituire un racconto dinamico ed emotivamente coinvolgente. Per approfondire il rapporto dell’autore con il linguaggio filmico dei suoi tempi, la mostra mette a disposizione una serie di contenuti di approfondimento, che fanno addentrare il visitatore nei significati di queste scelte espressive di regia, attraverso un viaggio per immagini.
Gli anni Trenta e Quaranta attraverso la musica. Una narrazione che prosegue per restituire un quadro complesso e ricco di sfaccettature e che passa dalle immagini ai suoni, per raccontare un arco di tempo, nella società americana così come nella nostra, che è stato attraversato da profonde trasformazioni e ha visto nascere generi musicali di grande successo. È infatti, proprio fra gli anni tra le due guerre che gli Stati Uniti d’America vedono, grazie alla  diffusione della radio, un’autentica esplosione di generi musicali e di contaminazioni che hanno segnato la storia della musica, come lo swing e il jazz.

La mostra è stata realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e del Comune di Pordenone. L’esposizione è creata in collaborazione con la Galleria 9éme art di Parigi e con gli interventi tematici del Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia.

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