ECCO COME COME VERRÀ FINANZIATO IL RECOVERY PLAN

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Recovery Plan

di Patrizia Vassallo

Esattamente un mese fa Christine Lagarde, la presidente della BCE ha esortato i governi a uscire dall’impasse, per la precisione in occasione del tradizionale dialogo economico con la commissione Affari economici del Parlamento europeo, sottolineando i rischi e i costi di alcune lacune decisionali.

“Le pandemie sono eventi molto rari e imprevedibili, e di conseguenza le prospettive economiche sono poi caratterizzate da elevata incertezza”, aveva detto la Lagarde. “Per questo motivo il meccanismo per la ripresa (Next Generation EU) comprendente il recovery fund “deve diventare operativo senza indugio”. Le risorse aggiuntive del pacchetto possono facilitare politiche fiscali espansive, in particolare nei paesi dell’area dell’euro con spazio di bilancio limitato” come l’Italia, il cui elevato livello di debito pubblico (In Italia le passività potenziali massime sono stimate intorno al 30% del PIL, con un assorbimento indicativo di circa il 7% finora. C’è un 23% di mancato assorbimento che manca all’appello) preoccupa e a cui si chiede, per questo motivo, di predisporre strategie di rientro della spesa. Per fortuna, la cancelliera tedesca Angela Merkel, è riuscita a trasformare il veto di Polonia e Ungheria in un sì e ora per il meccanismo della ripresa, considerato fondamentale per il sostegno agli investimenti pubblici, a loro volta indispensabili per il rilancio, occorre solo iniziare a fare i conti. “Gli investimenti pubblici possono influenzare positivamente la crescita economica nelle circostanze attuali”, dice Lagarde. Che quindi aggiunge: “In un contesto di politica monetaria accomodante, gli investimenti pubblici hanno i più forti effetti sulla domanda a breve termine, anche in termini di contagi transnazionali”. La politica monetaria accomodante la fa la BCE, il resto devono farlo gli Stati”.

Per quanto riguarda l’ipotesi di cancellare il debito contratto dai Paesi con la Banca centrale europea la Lagarde è stata categorica: “Tutto quello che va in quella direzione è contro i trattati, c’è l’articolo 103 che proibisce quel tipo di approccio e io rispetto i trattati”. Comunque, assicura, la Bce garantirà “condizioni finanziarie favorevoli” contro gli effetti della crisi da COVID “per tutto il tempo che sarà necessario a sostenere le spese delle famiglie, mantenere l’afflusso di credito e scoraggiare licenziamenti di massa”, delineando per la prima volta un collegamento dello stimolo monetario con il mercato del lavoro.

Christine Lagarde, la presidente della BCE

Come verrà finanziato il Next Generation Eu di conseguenza il Revovery Fund?

Per finanziare gli investimenti necessari, la Commissione emetterà obbligazioni per conto dei mercati finanziari dell’UE. Per rendere possibile l’assunzione di prestiti, la Commissione modificherà la decisione sulle risorse proprie e aumenterà il margine di manovra – la differenza tra il massimale delle risorse proprie del bilancio a lungo termine (il massimo importo dei fondi che l’Unione può richiedere agli Stati membri per finanziare le proprie spese) e l’effettiva spesa. E con il margine di manovra come garanzia, la Commissione raccoglierà fondi sui mercati e li canalizzerà nel Next Generation EU su programmi destinati a riparare i danni economici e sociali.

La Commissione prenderà prestiti fino a 750 miliardi di euro, la maggior parte concentrata nel periodo fine 2020-2024

Quali le scadenze dei prestiti?

I fondi raccolti saranno rimborsati dopo il 2027 e al più tardi entro il 2058 (la scadenza varia da 3 a 30 anni), dai futuri bilanci dell’UE.  Gli Stati membri si indebiteranno indirettamente in condizioni molto buone, beneficiando dell’elevato rating di credito dell’UE e dei tassi di prestito relativamente bassi. Tempistica, volume e scadenza delle emissioni saranno organizzati per ottenere le condizioni più vantaggiose possibili per l’UE e i suoi Stati membri.

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