RISCHI DI TENUTA DEL GOVERNO? L’AFFONDO DI RENZI AL SENATO, SASSOLI SPINGE SUL VOTO DEL QFP

Spread the love
Il premier, Giuseppe Conte

di Patrizia Vassallo

Rischi per la tenuta del governo? “No, non cade. È giusto fare una discussione su un argomento così importante, serve discutere su una struttura di affiancamento ai ministeri ma l’importante è trovare la sintesi”, queste le parole della ministra per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, a 24Mattino su Radio 24. “Giusto fare un ragionamento oggettivo sulla capacità di riuscire a mettere a terra e monitorare l’andamento dei progetti. Io, come ho ribadito in altre occasioni”, ha proseguito la Dadone credo che lo sforzo che è stato fatto sia stato grandissimo. Tra la manovra dell’anno scorso e questa sono 3,77 miliardi. Non stiamo parlando di pochissime risorse, per arrivare ad una cifra che permetterebbe di avere un aumento indicativo intorno ai 105-110 euro. In una fase complessa come questa, metterla solo sul piano di “dammi più risorse di quelle che hai stanziato” è poco costruttivo ma anche nell’ottica di “limitare la tensione sociale”, ha aggiunto la ministra all’indomani dello sciopero dei dipendenti pubblici. E interpellata sulla possibilità che il governo stanzi altri soldi, la ministra ha poi risposto: “Trovo difficile in questa fase riuscire a reperirli. È stato un “anno complicato e i dipendenti pubblici hanno dato una prova di sé buona e dimostrato di avere tanta voglia mettersi in gioco”, ha osservato la ministra, che ha aggiunto: “Ma se vogliamo discutere di come valorizzare chi lavora bene nella P.A. e far funzionare il lavoro agile, io sono disponibile. Se invece il discorso è solo dammi 500 milioni o 1 miliardo di più è riduttivo”.

Riguardo al Recovery Fund la Dadone ha detto: “Mi sono fatta l’idea che l’occasione sia davvero imperdibile per il Paese, quindi al di là della difesa a spada tratta della capacità dei ministeri di fare progettualità ci possa essere un supporto rispetto quantomeno al monitoraggio. Poi non discuto nel dettaglio del merito della proposta, anche perché ci tengo a farlo direttamente in sede di Consiglio dei Ministri perché mi sembra più corretto. Però l’occasione, al di là del pensiero di ciascuno di noi anche nel voler mantenere un’autonomia del singolo ministero è di non perdere l’occasione per il Paese perché la priorità deve essere questa”, ha detto la ministra. “Serve sicuramente un supporto. Questo non significa che bisogna necessariamente affiancare una struttura ai ministeri”, ha precisato la ministra, “ma bisogna pensare a qualcosa che ci permetta di riuscire a monitorare passo passo, perché questi soldi ci vengono dati, ma se non viene seguito il cronoprogramma di attuazione dei progetti, li perdiamo. Quindi bisogna essere molto concreti su questo”.  

Ieri il leader di Italia Viva, Matteo Renzi al Senato i puntini sulle ‘i’ li ricalcati tutti, in rappresentanza dei 18 senatori di Italia Viva, lo ha voluto sottolineare, iniziando a parlare proprio del Mes chiedendo come premessa al premier Conte di stare dalla parte dell’Europeismo e non del Sovranismo: “Il nostro paese è protagonista di questa svolta, la riforma Del Mes è un piccolo passo in avanti, ma va nella giusta direzione. Tuttavia vogliamo prendere l’occasione di questo dibattito al quale lei più volte Cioè richiamato per utilizzare parole di verità e di trasparenza le stesse che ci diciamo negli incontri privati, le stesse che diciamo negli incontri di maggioranza anche qui in Parlamento. Per la prima volta ci troviamo a presiedere il G20, che come dice il nome ricapiterà tra vent’anni, e presentiamo il G20 nel momento in cui l’Italia può dettare la linea sul futuro economico post pandemia, presentiamo il G20 nel momento in cui gli Stati Uniti tornano al multilateralismo, ‘America is back’ è il titolo della politica estera di Joe Biden, il presidente eletto, e poi abbiamo anche la possibilità di co-presiedere il cop26, lo ricordava il Presidente del Consiglio, vale a dire la straordinaria conferenza sulla transizione energetica sulla sostenibilità contro il climate change, come non pensare che finalmente possiamo trasformare l’ambiente da mera questione importantissima ideale a occasione di creare posti di lavoro pensando che abbiamo Eni, Enel, Snam, Saipem, le eccellenze della transizione energetica non a livello nazionale ma a livello mondiale. I 200 miliardi del Next Generation Eu sono una grande conquista”, ha proseguito Renzi, “ma sono una gigantesca responsabilità. E allora è bene essere chiari sul punto lo diciamo a chi continua a sostenere che la posizione di Italia Viva sia una posizione legata a un qualche interesse di partecipazione alla cabina di regia. Noi non scambieremo il nostro sì alla proposta di governance in cambio di uno strapuntino di ‘un Aggiungi un posto a tavola’, noi non stiamo minimamente chiedendo che nella cabina di regia ci sia anche un ministro di un colore politico più vicino al nostro e lo dimostriamo in modo molto semplice, ricordando che il 22 luglio noi avevamo chiesto una sola cosa. Avevamo chiesto di fronte ai 200 miliardi da spendere cifra che non ricapiterà per anni, il parlamento faccia un dibattito vero sfidando le istituzioni oppure perdiamo la dignità. Quello che non va bene”, ha sottolineato Renzi dando un’altra stoccata al Premier, “è che ci arrivi nottetempo alle 2 di notte sulla posta certificata dei ministri un progetto di 128 pagine che deve diventare un emendamento alla legge di bilancio con una proposta che prevede dei manager con poteri sostitutivi rispetto al Governo e con una discussione Parlamentare che non viene fatta perché anche quest’anno la legge di Bilancio non verrà discussa da un ramo del Parlamento”. Poi rivolgendosi ai colleghi del Partito Democratico il leader di Italia Viva ha aggiunto: “Eravamo assieme nello stesso partito quando due anni fa presidente Conte e il vice presidente Salvini uno di voi, uno di noi, attuale Presidente pro tempore della commissione affari costituzionali addirittura firmò un ricorso alla Corte Costituzionale contro la scelta del governo di non farci discutere la legge di bilancio. Ora tra 15 giorni accade la stessa cosa. Noi non possiamo immaginare che di fronte a una legge di bilancio non discussa ci inseriamo saltando e bypassando il Parlamento tutta la principale discussione sui prossimi 200 miliardi? Lo capite che è una discussione fondamentale per le istituzioni? Ci potete dare 1, 2, 3, 10 sottosegretari, ve li lasciamo indietro, perché è in ballo la credibilità del paese è in ballo la serietà delle istituzioni”. Sul fronte consulenze Renzi ha precisato che se in Parlamento si sostituiscono 300 parlamentari con 300 consulenti questa è la dimostrazione che ci sia un’idea della politica che lui non condivide. “Se c’è qualcuno che dice che il consenso si trova con le dirette Facebook non sono interessato a cambiare posizione. Ritengo che un governo non possa essere sostituito da una task force. Ritengo che un parlamento non possa essere sostituito da una diretta Facebook. Ritengo che questa sia la battaglia di dignità che il parlamento deve fare. Se questo è il piano Marshall del futuro dove sono i sindaci? Se questo è il piano Marshall del futuro, dove sono gli esponenti del terzo settore? Se questo è il piano Marshall del futuro dove sono le categorie e i sindacati? Non è immaginabile che di fronte a 200 miliardi, che vuol dire debito pubblico, noi rinunciamo ad essere parlamentari è chiaro questo?”. Poi Renzi ha di nuovo stigmatizzato i metodi del premier Conte dicendo: “C’è qualcuno che probabilmente pensa che probabilmente si possa dipiciemmizzare la politica. Ho letto le carte del Next Generation Eu. Ma chi ha deciso che noi mettiamo 9 miliardi sulla sanità? Quando il mio Governo per due anni e mezzo, tre, ha messo 7 miliardi in più sulla sanità, tutti hanno detto che noi avevamo sbagliato sulla sanità. E noi per i prossimi 5 anni mettiamo 9 miliardi?”.

“Io voglio un luogo”, ha proseguito Renzi, “nel quale si possa dire che la sanità non va messa in secondo piano. E poi vi sembra normale che al turismo siano stati destinati 3 miliardi di euro? Il turismo che è la voce principale della ripartenza, in particolare modo del Sud e non solo del Sud. Vi sembra normale che il parlamento stia zitto mentre la Germania sul turismo mette 35 miliardi? Ma chi ha deciso che sulla scuola noi mettiamo una pagina striminzita mentre Macron mette 54 progetti per i giovani? Noi siamo pronti a discutere di tutto in un dibattito parlamentare aperto e franco. Non siamo disponibili a utilizzare la legge di bilancio come il veicolo nel quale si introduce quello che abbiamo letto sui giornali, in questo ci inserisco una vicenda che è altrettanto importante che è quella della fondazione servizi segreti, perché se è vero quello che è vero, noi non possiamo immaginare di avere una fondazione sulla quale al Copasir le forze politiche in modo pressoché unanime dicono di no quando invece sui giornali leggiamo che verrà comunque inserita nella legge di bilancio. E quindi per giocare in maniera pulita e trasparente, se c’è un provvedimento che tiene la governance del Next Generation Eu e se c’è un provvedimento che tiene la fondazione dei servizi segreti noi votiamo contro. Anche perché quando pensiamo ai servizi segreti ricordo che il 17 aprile del 2015 quando un peschereccio italiano fu bloccato dai libici e portato via, nel giro di 6 ore l’allora Presidente del Consiglio (N.d.R. Matteo Renzi) chiamò l’allora autorità delegata e mandammo la Marina militare a prendere quei pescatori. Domani saranno 101 giorni che 18 pescatori sono nelle mani dei libici senza che nessuno muova un dito per questo”.

Nel frattempo dall’Europa è arrivato anche un messaggio dal presidente del Parlamento, David Sassoli, che con il solito stile chiaro e senza giri di parole ha detto: “La crisi resa più acuta dalla seconda ondata non fa che peggiorare e non abbiamo ancora un piano di ripresa e un QFP per i prossimi anni. Il bilancio del 2021 su cui il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo non é stato ancora formalmente adottato. Per quanto riguarda il QFP, il fondo per la ripresa e le nuove risorse proprie, abbiamo raggiunto un accordo molto soddisfacente, garantendo maggiori risorse per i principali programmi dell’UE e un solido meccanismo per la protezione dello Stato di diritto. Il Parlamento non accetterà di rimettere in discussione i risultati raggiunti. Spero che entro domani sia trovata una soluzione che ci permetta di votare il QFP e il regolamento sullo stato di diritto la prossima settimana. Ovviamente noi esamineremo in dettaglio le conclusioni del Consiglio europeo e ci auguriamo che esse siano compatibili con lo spirito e la lettera del compromesso raggiunto, in particolare sulla difesa dello stato di diritto. È importante che, ritrovata l´unità ascoltando le differenti ragioni, l´Unione proceda con tutti e 27 gli Stati membri”. Poi sul fronte climatico ha aggiunto: “Per quanto riguarda il cambiamento climatico, sabato prossimo celebreremo il quinto anniversario dell’accordo di Parigi. Dal 2015, l’UE e molti altri paesi, parlamenti e città hanno dichiarato l’emergenza climatica e ambientale. I cittadini, e soprattutto i nostri giovani, esigono un’azione urgente a livello mondiale. L’Unione europea è stata e continua ad essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. Abbiamo adottato una legislazione ambiziosa per l’attuazione dell’accordo a livello europeo e nazionale. Il Green Deal è la nostra nuova strategia di crescita ed è un fattore di svolta per i prossimi decenni, che trasformerà l’Europa nel primo continente neutrale dal punto di vista climatico. Con l’accordo di Parigi, le nazioni europee si sono impegnate a svolgere un ruolo guida verso una transizione verde ed è ora una nostra responsabilità politica e morale tener fede a tali promesse con risultati tangibili. I target sulla riduzione delle emissioni sono la misura della nostra ambizione. Il Parlamento ritiene che sia necessario ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 60 % entro il 2030. Se vogliamo che l’Unione europea sia alla testa di questo cambiamento globale, dobbiamo fare scelte chiare e forti. E impegnarci a proteggere le persone, le regioni e i settori al centro della transizione. Questi elementi possono divenire parte del Modello europeo per la sostenibilità ambientale, climatica e sociale delle nostre economie. Sono convinto che il Green Deal sia la strada giusta per garantire un futuro sostenibile e che una alleanza globale con i partner internazionali sia una necessità assoluta per emergere tutti più forti dalla presente crisi. Un numero sempre maggiore di paesi sta annunciando obiettivi ambiziosi e ciò che un tempo sembrava impensabile, sta ormai diventando la norma. Alla stregua dell’UE, il Giappone, il Canada, il Regno Unito e molti altri paesi hanno annunciato di voler conseguire la neutralità climatica entro il 2050″. Un plauso Sassoli l’ha dedicato al neo Presidente eletto degli Usa, Joe Bidendi con la speranza che gli Usa aderiscano nuovamente all’accordo di Parigi. Le decisioni che siamo chiamati ad assumere sul Piano di ripresa”, ha detto in conclusione Sassoli, “saranno il veicolo per la trasformazione verde, per il Green Deal europeo, come per la trasformazione digitale e per  la riduzione delle disuguaglianze e la lotta alla povertà. Si tratta di una occasione storica e non possiamo perdere tempo. Gli investimenti dell’UE saranno fondamentali in tal senso in quanto i cittadini, le città e le imprese dell’Unione contano su di noi per un intervento urgente volto a contrastare gli effetti della pandemia, a generare un nuovo benessere basato sulla solidarietà  e a creare posti di lavoro sicuri. Ciascun programma dell’UE deve svolgere un ruolo fondamentale nel migliorare la vita quotidiana dei cittadini dell’Unione, nel tutelare i più vulnerabili, nel far avanzare la digitalizzazione e nel rendere l’economia più verde”. Toccando invece le vicende turche e la situazione nel Mediterraneo orientale, Sassoli ha detto che non ci sono cambiamenti. “Nel corso dell’ultima tornata di novembre”, ha concluso, ” il Parlamento ha condannato le attività illegali della Turchia a Varosha, in quanto minano la fiducia reciproca e le prospettive di una soluzione globale del problema di Cipro”. 

Oggi i leader Ue hanno raggiunto l’accordo sul Recovery fund e il Next Generation EU: lo ha reso noto il presidente del Consiglio Ue Charles Michel via Twitter. “Ora possiamo cominciare con l’attuazione e la ricostruzione delle nostre economie. Il nostro monumentale pacchetto di ripresa guiderà la transizione verde e digitale”.

Il premier Conte oggi alla prima giornata dei lavori del Consiglio Europeo
a Bruxelles

Siamo in dirittura finale, confidiamo di poter superare il veto di Polonia e Ungheria sul Recovery fund, ci sono segnali di avvicinamento nelle ultime ore, è importante sbloccare i 209 miliardi che servono” all’Italia e confidiamo di farlo in queste ore”, aveva detto il premier Conte stamattina entrando al vertice Ue. Domani sarà il giorno cruciale delle conclusioni che si aspettano da mesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: