COVID-19: 9 PERSONE SU 10 SENZA VACCINO NEI PAESI POVERI, MEDICI SENZA FRONTIERE LANCIA PETIZIONE

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di Patrizia Vassallo

Il prossimo anno, 9 persone su 10 in molte nazioni povere potrebbero non avere l’opportunità di vaccinarsi contro il Coronavirus. Il grido di allarme arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha esortato le aziende farmaceutiche come Pfizer e Moderna ad aumentare le dosi di vaccino e renderle disponibili nei paesi poveri prima possibile,

Un nuovo rapporto ha rilevato che il prossimo anno ben il 90% della popolazione in molti paesi più poveri non avrà l’opportunità di fare vaccino contro il Coronavirus perché la maggior parte della fornitura è già stata assegnata alle nazioni ricche.

La People’s Vaccine Alliance afferma che i paesi ricchi hanno accumulato dosi sufficienti per vaccinare l’intera popolazione quasi tre volte il loro reale fabbisogno e questo fa sì che ben 67 paesi poveri non avranno la copertura vaccinale auspicata. “A meno che i governi e l’industria farmaceutica non intraprendano un’azione urgente”, ha avvertito la People’s Vaccine Alliance, che include Amnesty International e Oxfam.

Un dato da non prendere sotto gamba anche perché di questi 67 – Kenya, Myanmar, Nigeria, Pakistan e Ucraina – hanno segnalato quasi 1,5 milioni di casi di Coronavirus nei loro territori.

“L’accumulo di vaccini mina attivamente gli sforzi globali per garantire che tutti, ovunque possano essere protetti dal COVID-19”, ha detto Steve Cockburn, capo della giustizia economica e sociale di Amnesty International. “I paesi ricchi hanno chiari obblighi in materia di diritti umani non solo di astenersi da azioni che potrebbero danneggiare l’accesso ai vaccini altrove, ma anche di cooperare e fornire assistenza ai paesi che ne hanno bisogno”.

Secondo Oxfam, il Canada ha acquistato dosi sufficienti per vaccinare la sua popolazione cinque volte

Solo per fare un esempio, Al Jazeera segnala che nelle Filippine, considerate un paese in via di sviluppo, finora sono state assicurate solo 2,6 milioni di dosi per la consegna il prossimo anno. E ciò copre solo 1,3 milioni di persone su una popolazione totale di oltre 100 milioni.

“A nessuno dovrebbe essere impedito di ottenere un vaccino salvavita a causa del paese in cui vive, o della quantità di denaro che ha in tasca”, ha detto Anna Marriott, capo della politica sanitaria di Oxfam.

Martedì scorso il Regno Unito ha iniziato a lanciare il suo vaccino, diventando il primo paese al mondo a somministrare la tanto attesa vaccinazione contro una malattia che ha già contagiato milioni di persone in tutto il mondo e ne ha uccisi circa due milioni.

Tra i tre vaccini per i quali sono stati annunciati risultati efficaci, quasi tutte le dosi disponibili di due di loro – Moderna e Pfizer-BioNTech – sono già state acquisite da paesi ricchi

Di fatto un altro aspetto molto importante è che le aziende farmaceutiche utilizzano finanziamenti pubblici per la ricerca, ma conservano i diritti esclusivi sulla tecnologia sviluppata

Il dottor Sidney Wong, co-direttore esecutivo di Medici senza frontiere ‘Access Campaing , riferisce sempre Al Jazeera, ha esortato le aziende farmaceutiche come Pfizer e Moderna ad aumentare la produzione delle dosi di vaccino.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che le aziende devono condividere la proprietà intellettuale (PI), le tecnologie, i dati e il know-how, in modo che i vaccini possano essere prodotti il ​​più ampiamente possibile e a prezzi accessibili. Ha rilevato che Moderna è stata finora l’unica azienda che aveva promesso di non far valere i propri brevetti durante la pandemia, ma a differenza di AstraZeneca, tuttavia, non si è impegnata a vendere il vaccino “senza scopo di lucro”.

“Trattenendo informazioni critiche come i costi di ricerca e sviluppo, sperimentazioni cliniche e produzione, i governi e le società farmaceutiche stanno sottraendosi alle proprie responsabilità nei confronti dei contribuenti e degli enti pubblici che hanno finanziato lo sviluppo di questi vaccini e li pagheranno”, ha affermato Dana Gill, U.S. Policy Advisor di Medici Senza Frontiere. “Senza trasparenza, il pubblico non può valutare prezzi equi e i governi non possono negoziare prezzi più bassi sulla base dei costi reali. Nessuna azienda dovrebbe essere autorizzata a trarre profitto da questa pandemia”.

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