TEST ANTIGENICI RAPIDI, STUDIO DELL’ALGORITMO DELLA TOSSE (APP ALLO STUDIO) PER DIFENDERSI DAL COVID-19 E DISTINGUERLO DA ALTRE PATOLOGIE

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di Patrizia Vassallo

Il Covid-19 resta una grave minaccia per la salute pubblica nell’Unione europea (UE). Il test è considerato un aspetto essenziale della risposta alla pandemia. Esistono diversi tipi di test per il coronavirus, ognuno con i propri pregi e limiti. In vista di una recrudescenza dei casi di coronavirus, il 28 ottobre 2020 la Commissione europea ha adottato una raccomandazione per un approccio comune ai test dell’UE per Covid-19. Gli organismi di sanità pubblica dell’UE e internazionali, tra cui il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Organizzazione mondiale della sanità, hanno fornito raccomandazioni sui test e delineato strategie e obiettivi. 

Ad oggi la netta tendenza e preferenza anche per la tempistica dei risultati che è fondamentale, è per i  test antigenici rapidi, che rilevano se l’infezione in atto

Diversi Stati membri hanno iniziato a utilizzare nella pratica i test rapidi dell’antigene: dal testare solo le persone che hanno i sintomi specifici del Covid-19, al testare chiunque abbia sintomi, al test pubblico aperto, comprese le persone asintomatiche. In una risoluzione del settembre 2020, il Parlamento europeo ha chiesto l’adozione e l’attuazione di una strategia di sperimentazione comune in base alla quale i risultati dei test sarebbero stati riconosciuti in tutti gli Stati membri. Dallo scoppio della pandemia, I test sul Coronavirus si sono evoluti rapidamente e continueranno a svolgere un ruolo importante. 

I test per il Coronavirus si dividono sostanzialmente in due tipi: quelli che rilevano l’infezione in corso con il Coronavirus (Covid-19) e quelli che rilevano una passata esposizione al virus.

I test molecolari rilevano l’infezione in corso, ovvero la presenza del virus in un campione ottenuto da deepnasale (nasofaringeo) o tamponi faringei (o entrambi). Questo può essere fatto concentrandosi su entrambi i virusmateriale genetico specifico, utilizzando una tecnica nota come catena della polimerasi della trascrittasi inversa reazione (RT-PCR), o su molecole specifiche (antigeni) presente sulla superficie virale. Questi due testi tipi sono indicati, rispettivamente, come test basati su RT-PCR (test PCR in breve) e test dell’antigene. I test PCR – i primi disponibili dall’inizio della pandemia – sono considerati i più affidabili per rilevare Covid-19, ma richiedono personale addestrato, sostanze specifiche e macchine costose che impiegano ore per fornire risultati. Ciò ha portato ad affrontare lunghe attese per ottenere i risultati. I test dell’antigene (spesso chiamati test rapidi dell’antigene ) offrono la possibilità di un rilevamento più veloce, più semplice e più economico utilizzando test immunologici rapidi su campioni di tampone, basta dire che la risosta si ha entro 15-30 minuti. Al momento, i test antigeni vengono eseguiti da personale addestrato, ma presto potrebbero essere abbastanza semplici da poter essere utilizzati a casa. Tra i test PCR e quelli dell’antigene i primi offrono risultati leggermente più affidabili (che nel secondo caso dipendono anche dai tempi di consegna). 

Anche i test della saliva – anch’essi basati sulla genetica virale – stanno emergendo come un’altra opzione di test veloce e conveniente. Alcuni studi però hanno dimostrato che la saliva è meno sensibile dei tamponi rinofaringei, mentre altri suggeriscono che sia la saliva dia risultati migliori e possa addirittura essere utile per identificare persone asintomatiche con alta carica virale.

Poi ci sono i test sierologici (noti anche come test degli anticorpi ) vengono utilizzati sui campioni di sangue (mediante puntura del dito o prelievo di sangue) per rivelare una passata esposizione al virus, ovvero la presenza di anticorpi prodotti come risposta immunitaria alle infezioni, come le immunoglobuline G (IgG) e M ( IgM). Rispetto ai test PCR, i test anticorpali forniscono risultati più rapidi con apparecchiature meno sofisticate, ma hanno un valore limitato per la diagnosi di infezione attiva da Coronavirus, poiché gli anticorpi diventano rilevabili solo diversi giorni dopo l’infezione (per la maggior parte delle persone, tra il giorno 10 e il giorno 21. 

Ad oggi la Slovacchia ha testato oltre 3,6 milioni di persone (su un totale di 5,5 milioni di persone) e a novembre e ha rilevato che oltre l’1% di essi era positivo. Un test per così dire di massa è stato condotto anche in Italia (Alto Adige / Alto Adige ) ed uno è previsto in Austria. 

A giugno tramite delle analisi è stato scoperto che i test settimanali di un’intera popolazione, il tracciamento dei contatti e la quarantena delle famiglie, dove sono risultate persone infette, potrebbe interrompere la trasmissione del Covid-19 entro poche settimane. Insomma la diagnosi precoce delle infezioni per consentire una migliore comprensione della diffusione della malattia, per aiutare a contenere la trasmissione della malattia, offrirebbe ulteriori approfondimenti e spunti utili per favorire lo sviluppo di terapie e vaccini 

Premio dell’ingegno, all’ India che ha optato per test su strisce di carta basati sulla tecnica di editing genetico CRISPR, che garantiscono risultati in meno di un’ora. Alcuni ricercatori hanno anche testato la fattibilità di analisi del respiro per distinguere il Covid-19 dagli altre infezioni respiratorie, compresa l’influenza. C’è poi chi si è attivato sfruttando un modello di intelligenza (IA) basato sulle registrazioni di tosse, che in base a un algoritmo rivelerebbe se la persona è affetta da Covid-19 oppure da altre tipologie. Allo studio c’è anche un APP che potrebbe registrare l’algoritmo e dare una risposta immediata.

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