SVIZZERA NIENTE CHIUSURE E FA IL PIENO DI TURISTI SULLE SUE PISTE DA SCI

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di Patrizia Vassallo

La seconda ondata di Coronavirus ha fatto chiudere o limitare pesantemente l’accesso alle piste da sci in Austria, Francia e in Italia, ma in Svizzera durante le festività natalizie le stazioni sciistiche resteranno aperte. In barba ai principi chiave che l’Organizzazione mondiale della sanità promuove per aiutare a combattere il COVID-19: la solidarietà.

E dire che il numero di infezioni in Svizzera è aumentato a fine ottobre fino a raggiungere il picco di oltre 10.000 casi al giorno in due occasioni circa un mese fa, un numero elevato per il paese di 8,5 milioni. Però non è un mistero e tantomeno una novità che la Svizzera sia un paese con regole differenti dagli altri Paesi, su molti fronti.

“Noi adottiamo regole ferree”, dice un operatore del posto, “negli impianti di risalita e nelle code esigiamo l’uso delle maschere e l’igiene delle mani e misure di allontanamento fisico”. Ma questa alla fin fine sembra solo una furbata della Svizzera, che tra l’altro non essendo un Paese membro dell’Unione Europeo, ha maggiori possibilità di svicolare su certi diktat. Il governo francese però ha già avvisato che chi si farà tentare da una gita sulle piste svizzere al suo ritorno sarà costretto a sottoporsi a test antivirus e ad attenersi a ordini di quarantena al fine di limitare la diffusione del COVID-19 in madre patria.

Venerdì, il ministro della Salute svizzero Alain Berset, scrive AP, ha annunciato un “irrigidimento” delle norme svizzere che disciplinano le stazioni sciistiche. E ora le aree sciistiche dovranno ricevere le autorizzazioni delle autorità cantonali o regionali entro il 22 dicembre per continuare a funzionare.

Il suo ministero ha detto che treni e funivie nelle aree sciistiche saranno limitati a due terzi della capacità massima a partire da mercoledì. Ma le restrizioni appena decise, seppure rafforzate sono ancora inferiori rispetto a quelle adottate in altri paesi. Motivo per cui in Italia, il consiglio regionale della Valle d’Aosta ha votato per sfidare il governo nazionale e aprire comunque gli impianti di risalita, consapevole però anche del fatto che la questione potrebbe essere bloccata in tribunale.

Giovedì 3 dicembre, il premier Giuseppe Conte ha confermato che gli impianti di risalita italiani rimarranno chiusi fino al 7 gennaio. La Francia è ancora indecisa, ma nella migliore delle ipotesi si prospetta una ripartenza a metà gennaio. L’Austria consentirà l’inizio dello sci il 24 dicembre, ma limiterà la capacità degli impianti di risalita fino all’inizio di gennaio.

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