ECCO COME I ‘THE STUDENT HOTEL’ REINVENTANO L’ACCOGLIENZA

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di Patrizia Vassallo

Segni particolari, scozzese, imprenditore (geniale), CEO e fondatore di The Student Hotel e co-fondatore di NGO Movement on the ground. Nato e cresciuto a Edimburgo, Charlie MacGregor dopo avere acquistato una società di alloggi per studenti a soli 25 anni, nel 2006 ha fondato The Student Hotel (TSH), una catena di hotel e spazi di co-working non solo per studenti, ma anche per persone che viaggiano per lavoro, per diletto. Obiettivo offrire un differente spazio abitativo, di studio, professionale, di relax, diverso dalle solite e già esistenti strutture ricettive.

In Italia The Student Hotel ad oggi ha investito 425 milioni di euro dopo raccolto investimenti di cui 150 milioni di euro (118 milioni di sterline) da Perella Weinberg Real Estate nel 2014 e 100 milioni di euro da APG nel 2015. La catena sta attualmente investendo 1,8 miliardi di euro nella sua strategia di crescita internazionale e prevede di raddoppiare, entro il 2021, il numero delle strutture. Sotto la guida di MacGregor, TSH è stata riconosciuta da Deloitte come una delle 51 società meglio gestite nei Paesi Bassi nel 2017-18.

“Amiamo l’Italia e siamo molto orgogliosi di aver aperto in questo Paese la nostra seconda sede. È un paese amato da tutti i nostri ospiti e qui ci divertiamo un sacco! Il motivo per cui abbiamo aperto TSH Bologna è perché la città è rinomata per i suoi luoghi di studio come l’Università di Bologna, la Johns Hopkins University, il Conservatorio di Giovan Battista Martini Bologna, l’Accademia di Belle Arti e la Bologna Business School. Abbiamo scelto il quartiere della Bolognina per via della comunità. A differenza degli hotel tradizionali, il nostro obiettivo è essere una meta tanto per i locali quanto per gli ospiti. E non c’è comunità migliore della Bolognina per la sua ricca storia, l’atmosfera locale e la comunità amichevole. In tutte le altre città in cui siamo aperti, TSH è diventato un hotspot locale che ospita numerosi eventi pubblici, workshop e iniziative non solo per i nostri ospiti, ma anche per le comunità locali. L’obiettivo è anche quello di cercare di restituire vivacità alla comunità locale e per far sentire a casa i nostri nuovi vicini. Accanto a TSH Bologna, quest’anno abbiamo aperto anche TSH Vienna e TSH Delft”, ha proseguito MacGregor. “Durante la prima ondata della pandemia siamo rimasti aperti, anche se con meno ospiti e strutture limitate. TSH Florence era aperto, avevamo studenti interni e ci siamo presi cura di loro, informandoli sugli aggiornamenti sulle misure governative e supportandoli personalmente in quello che era un momento difficile. Volevamo assicurarci che si sentissero a casa. Gli studenti sono ancora interessati a studiare in un altro paese, stanno ancora cercando quell’esperienza studentesca perché lo studio è un momento speciale nella vita di qualcuno. In TSH stiamo facendo del nostro meglio per offrire loro proprio questo. Dando loro l’opportunità di entrare in contatto con la città, con i compagni studenti e di svilupparsi come giovani professionisti. Ad esempio, attraverso il nostro programma di eventi (online) e la nostra piattaforma di apprendimento online”. E non solo questo.

Da dove nasce l’idea?

L’idea di The Student Hotel a MacGregor è venuta dopo aver visitato Lesbo , in Grecia, nel 2015. Un hotel temporaneo gestito da richiedenti asilo

MacGregor, che è anche co-fondatore e membro di Movement on the Ground, una fondazione senza scopo di lucro che risponde alla crisi globale dei rifugiati, è già al al lavoro con nuovi progetti.

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