IMPORT DI SUINI IN CALO DI OLTRE 1/5 DURANTE IL LOCKDOWN

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Il lockdown ha avuto effetti nefasti anche sulle importazioni ed esportazioni di bestiame. Prendendo in considerazione il primo semestre 2019 e 2020, l’importazione è diminuita sia per i bovini che per i bufalini (-1,2%) e soprattutto per i suini (-21,6%), molto probabilmente a causa di un sovrannumero di capi detenuti dagli allevatori e non macellati nel periodo considerato. All’opposto, nello stesso semestre, seppure con numeri abbastanza contenuti, è aumentato l’export dei capi di bestiame, infatti si è avuta una crescita apprezzabile dei capi bovini e bufalini esportati (+15,1%) e dei suini (+2,2%).

Effetto Covid-19 fa diminuire i prezzi e la domanda

Per il 63,6% delle aziende la pandemia ha avuto e avrà un impatto sulla propria azienda agricola (per il 64,0% gli effetti sono “sostanziali”). L’impatto è più rilevante al Nord-ovest (68,6% delle aziende), meno importante al Centro 53,7%). La principale ripercussione subita dagli allevatori è la riduzione dei prezzi di vendita (63,4 %); segue la riduzione della domanda (55,3%). Ad aver risentito della diminuzione dei prezzi sembra essere soprattutto il Nord Italia, con un dato che supera il 70% delle aziende, mentre nel Centro-sud è inferiore al 50%. Esattamente l’opposto si registra per la riduzione della domanda, il cui dato nazionale del 45,9% è fortemente condizionato da Sud e Isole che si attestano a circa il 70%; ciò è dovuto anche alla difficoltà del trasporto merci in questo periodo, specialmente nelle Isole: quasi il 25% delle aziende del Sud, contro un 15% nazionale, indica la consegna tra le difficoltà avute.

Per le prospettive future, le preoccupazioni principali riguardano sempre la riduzione dei prezzi di vendita (51,7% delle aziende) e la riduzione della domanda (47,2%). Anche in questo caso la riduzione dei prezzi è temuta dalle aziende ubicate nel settentrione (oltre il 55%) mentre la riduzione della domanda preoccupa quelle del Centro-sud (circa il 60%); altra preoccupazione è la mancanza di liquidità, che viene paventata principalmente dalle aziende del Centro-sud (37%).

I problemi sorti o che sorgeranno a causa del lockdown sono differenti a seconda della dimensione dell’azienda. L’impatto generale più comune è relativo alla riduzione dei prezzi di vendita dei prodotti (63,4% delle aziende), con un effetto però notevolmente più marcato per quelle di grandi dimensioni (86,9%) rispetto alle piccole (55,7%). Altra conseguenza molto comune è la riduzione della domanda, che è stata indicata dal 55,3% delle aziende: qui la differenza tra aziende grandi e piccole è minore, ma l’incidenza risulta comunque maggiore per quelle piccole e grandi (circa il 58%) rispetto a quelle di dimensione media (45%).

Un impatto meno comune ma comunque significativo è la difficoltà nella consegna della produzione, segnalata dal 17,5% delle aziende, senza grandi scostamenti dovuti alla dimensione aziendale.

Per quanto riguarda i timori di conseguenze future, i più comuni sono quelli di riduzione della domanda (47,2%) e la riduzione dei prezzi di vendita dei prodotti (51,7%). Quest’ultima si rileva principalmente per le grandi aziende (60% circa). Altro aspetto temuto per il futuro dalle aziende agricole è la mancanza di liquidità (34,5%).

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