MARADONA, PROCURA ARGENTINA DI SAN ISIDRO, APRE INDAGINI SULLA SUA MORTE

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di Patrizia Vassallo

Oggi la polizia argentina ha perquisito la casa e l’ufficio del medico personale di Diego Maradona. Un gruppo di giornalisti locali hanno visto diversi agenti di polizia fuori dalla porta degli uffici del neurologo Dr. Leopoldo Luque nel quartiere Belgrano di Buenos Aires.

La morte del Pibe de Oro a soli 60 anni ha sollevato tanti dubbi da indurre la Procura argentina ad aprire un’indagine ora in corso e a raccogliere le testimonianze dei parenti del campione. Il procuratore di San Isidro ora pare stia supervisionando un’indagine sulle cure mediche che Maradona ha ricevuto prima della sua morte mercoledì 25 novembre.

Maradona è stato sepolto giovedì 26 novembre con una cerimonia privata alla quale hanno partecipato solo due dozzine di persone dopo una veglia al palazzo presidenziale dove decine di migliaia di fan in lacrime si sono allineati per sfilare davanti alla sua bara.

Il 3 novembre Maradona era stato sottoposto a un’operazione al cervello e il decorso post-ospedaliero nella sua casa fuori Buenos Aires, dove si stava riprendendo a molti era parso fin da subito una scelta incauta. Diego avrebbe dovuto restare ancora un po’ di giorni in ospedale. Ma va anche detto che lui aveva manifestato il desiderio di tornare a casa dove sembrava che si stesse riprendendo, attenendosi scrupolosamente alle prescrizioni farmacologiche e assumendo regolarmente i farmaci. Purtroppo un infarto non gli ha lasciato scampo e in un attimo si è portato via El Pibe de Oro e assieme a lui tutti i sogni, tra i quali quello più importante ora per lui, riunire tutti i suoi figli, riunire la famiglia.

Evidentemente l’eccessiva indulgenza con droghe e alcol alla lunga gli ha presentato il conto quando meno se lo aspettava. Restano però molti dubbi da chiarire su ciò che è accaduto dopo l’intervento ed ora la sua cartella clinica è al vaglio degli inquirenti.

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