SMART WORKING: LE RIUNIONI ALL DAY LONG SONO DAVVERO EFFICACI?

Spread the love

di Patrizia Vassallo

Sembravano utilissime, efficaci, non solo perché tuttora sono l’unico trait-d’union per restare tutti in contatto più rapidamente, sia per chi lavora da remoto e sia chi lavora in presenza, ma perché ci hanno offerto l’effimera illusione di farci ottimizzare ‘saperi’, scambio di informazioni e tempo, invece secondo una recente ricerca di Gartner, l’effetto boomerang di questo nuovo trend è stato quello di fare calare la capacità di resa e attenzione dei lavoratori del 29%. Negli ultimi mesi il numero di meeting da remoto (soprattutto per chi lavora nel privato) è aumentato esponenzialmente e si stima che entro il 2024 le riunioni in presenza saranno solamente il 20% del totale, contro il 60% attuale. Come evitare che il lavoro in remoto diventi causa di stress per l’eccesso e durata delle call e l’eccesso di sms e whatsapp che ci si scambia a qualsiasi ora durante la giornata?
Glickon, azienda italiana di people experience e analytics dedicate alle HR e al management, ha individuato una serie di problemi che ogni organizzazione dovrebbe affrontare per evitare che i meeting da remoto diventino causa di stress e scarsa collaborazione e un ostacolo per la comunicazione e il decision-making. Come? La prima cosa da fare è evitare il sovraccarico di riunioni. Organizzare meeting da remoto è facile e veloce, si tende quindi ad abusarne e questo alla lunga non va solo a discapito della produttività, ma anche del benessere dei dipendenti. Una riunione di 3-4 ore senza pause, o un calendario di riunioni durante la giornata che lasciano il tempo solo di 1 ora per il pranzo non aumenta la resa e produttività dei dipendenti. È fondamentale quindi dare il giusto tempo alle cose. Anche perché una lunga riunione non solo stanca, ma lascia meno tempo al lavoro pratico che è altrettanto fondamentale. Un buon capo è quello capace di misurare l’efficacia dei meeting, il livello di stress, partecipazione, tempo speso, definendo un un metodo real-time per analizzare le metriche relative al lavoro da remoto. Che non è certo quello di tenere le persone davanti al video del Pc per tutto il giorno.

Così si aumenta la resilienza

Nelle riunioni l’importante è la partecipazione di tutti. Non solo perché è difficile mantenere la concentrazione a lungo, ma perché, cosa ancora più fondamentale, le persone per sentirsi parte di un gruppo devono sentirsi utili e questo non accade se sono costretti a un ruolo passivo, di mero ascolto. L’efficacia di un meeting la fa anche un buon leader che deve sapere guidare un gruppo e soprattutto deve comprenderne il sentiment. Come? Ad esempio con strumenti come la People Analytics che combina la raccolta di dati attivi (brevi survey) e passivi (ricavati dagli strumenti di comunicazione e collaborazione).

Percorsi di formazione e aggiornamento

percorsi di formazione e informazione, a sostegno dell’adozione di comportamenti e competenze necessari a migliorare la produttività e il benessere nel lavoro da remoto non vanno abbandonati. E vanno incentivati. Sempre nell’ambito dell’orario di lavoro per evitare ulteriori sovraccarichi per i dipendenti.

Evitare il ‘io do il voto a te e tu dai il voto a me?

In alcune aziende è una prassi consolidata quella della valutazione reciproca delle performances. Il capo valuta te, tu valuti il capo, il collega del tuo team di lavoro valuta te, tu valuti lui. Un’eredità acquisita da multinazionali americane che ne hanno fatto e tuttora ne fanno un largo uso, ma sulla cui veridicità ed efficacia dei risultati i dubbi si moltiplicano. Anche perché chi avrebbe davvero il coraggio di dire (quando è davvero così) che il proprio capo è inadeguato al suo ruolo e un vero disastro?

Smart Working quanto mi pesi?

Lavorare da casa è una necessità, ma non sempre è davvero un vantaggio. Perché sono necessari spazi adeguati, collegamenti e pc funzionanti e non è detto che quelli forniti anche dal datore di lavoro appartengano a un’élite di eccellenza tecnologica. Ne sanno qualcosa molti dipendenti pubblici, tra l’altro costretti a un rodaggio last minute, già dal primo lockdown, con risultati a volte non sempre eccellenti. Perché anche loro hanno dovuto fare quotidianamente i conti con un sistema talvolta inadeguato al lavoro agile, che ha fatto emergere molte lacune e inefficienze.

Un must per tutti: essere very kind con i colleghi dell’IT evitando di sfogare le proprie frustrazioni per le ripetute cadute di linea su di loro. Un’ultima considerazione la merita l’aspetto economico. Di sicuro stare quasi 24 ore su 24 a casa ha fatto lievitare il costo delle bollette a tutti. Un altro must? Valutare gli aspetti positivi ossia il risparmio dei costi di benzina e trasporti in generale ed essere positivi. Nonostante tutto. E solidali con le partite Iva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: