EUROPA, BASTA SCUSE PER I RITARDI, DICE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PER I BILANCI

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 Johan Van Overtveldt (Belgio), del gruppo dei Conservatori e riformisti europei, presidente della Commissione per i Bilanci

In una diretta su Facebook dell’11 novembre Johan Van Overtveldt (Belgio), del gruppo dei Conservatori e riformisti europei, ha descritto l’accordo raggiunto sul bilancio a lungo termine con il Consiglio europeo come “piuttosto proficuo” e “un fatto positivo”. Ha spiegato che ci sono tuttavia ancora degli ostacoli da superare prima che i fondi del piano di ripresa inizino ad arrivare ai cittadini e alle imprese in tutta Europa. Ha anche sollecitato il Consiglio e gli stati membri UE a finalizzare il processo.

Il Parlamento intende dare l’approvazione definitiva sul bilancio a lungo termine durante la seduta di plenaria di fine novembre, secondo quanto detto da Van Overtveldt. Ha tenuto a precisare che il Parlamento non ha mai cercato di rallentare il processo: “Nelle ultime settimane si è parlato del Parlamento come responsabile dei ritardi. Basta [con queste voci]! Non si è mai verificata una situazione del genere e sicuramente non si sta verificando ora”.

I deputati hanno discusso il compromesso raggiunto sul bilancio a lungo termine dell’UE 2021-2027 con il commissario Johannes Hahn © Unione europea 2020 – PE 

Il presidente della Commissione per i bilanci ha rilevato che ora tocca al Consiglio e agli stati membri approvare il piano di ripresa UE. Questo richiede l’unanimità in sede di Consiglio e la ratificazione della decisione di prendere a prestito dei fondi sul mercato in tutti gli stati membri. Van Overtveldt ha detto che nelle migliori circostanze la Commissione riuscirà a rivolgersi ai mercati a inizio primavera.

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Ha anche parlato della lettera che il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha inviato al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, minacciando il veto sull’accordo sul bilancio UE e sulla ripresa. L’Ungheria nutre delle riserve sull’accordo provvisorio tra Parlamento e Consiglio che stabilisce un meccanismo di sospensione dei pagamenti dal bilancio UE a uno stato membro che viola lo stato di diritto.

“Sappiamo che c’è un problema con Orbán e [il documento riguardante] lo stato di diritto ma non possiamo permettere che il resto dell’Europa continui ad aspettare i 750 miliardi di euro necessari a far fronte alla pandemia. Ci sono milioni di posti di lavoro in gioco, ogni giorno perso è terribile per tutte le persone che stanno vivendo nell’incertezza e per tutte le imprese sull’orlo del fallimento”.

Il presidente della Commissione per i bilanci ha illustrato l’aumento dei fondi garantiti dal Parlamento per i programmi faro UE nei settori della sanità, della ricerca e dei giovani. La cifra totale di queste integrazioni è di 15 miliardi di euro, e un ulteriore miliardo sarà tenuto di riserva in caso si dovesse far fronte a future crisi inaspettate.

Ha precisato che l’accordo raggiunto con il Consiglio assegna al Parlamento un ruolo più forte in qualità di autorità di sorveglianza per il bilancio UE su come i fondi per la ripresa vengono utilizzati. “Non è una questione di diritti: il Parlamento ha il dovere di esercitare la supervisione degli importi in questione”.

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